Il Mostro di Firenze

Raccolta di documentazione e analisi
dei delitti del "Mostro di Firenze"

a cura di
.
Enrico Manieri - Henry62
.
Esperto balistico e Consulente Tecnico di Parte per la difesa
nel processo d'Assise d'Appello contro Pietro Pacciani

Il processo si concluse con l'assoluzione piena dell'imputato
dopo la condanna a più ergastoli inflittagli in primo grado.
- Corte d'Assise d'Appello - Firenze 1996 -

 
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136 commenti:

Henry62 ha detto...

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brain_use ha detto...

L'argomento è interessante ma si presta a tentazioni di scoop e di caccia alle streghe.
L'approccio che stai adottando è invece quello cui ci hai abituato con le indagini sull'11 setembre: l'attenzione all'approfondimento tecnico e la ricerca dei dettagli.
Bene.

Henry62 ha detto...

Ciao Brain-use,
ti ringrazio per il commento.

L'idea è quella di creare un piccolo spazio in cui affrontare questi terribili argomenti con un approccio il più possibile tecnico.

Il rischio è quello di tenere un profilo un po' troppo distaccato dalla vicenda umana delle vittime e delle loro famiglie, ma confido di poter trattare questi argomenti con la dovuta attenzione.

Ovviamente conto anche sui tuoi consigli per meglio tarare l'approccio.

Ciao

Thomas Morton ha detto...

Metto subito tra i preferiti. L'argomento mi interessa e non potrebbe essere altrimenti avendo vissuto l'infanzia con la psicosi del mostro in pieno svolgimento. Tempo fa lessi anche il bel libro di Giuttari e Lucarelli al riguardo.
Mi aspetto un approccio molto professionale e neutro, come ci hai abituato, eppure non posso resistere alla fatidica domanda: colpevolista o innocentista?

P.S. La storia del mostro è una storia tragica, e non va dimenticato, eppure è fatta anche di folkore: i processi a Pacciani e compagni di merende rimarranno per sempre nella memoria collettiva nei loro risvolti a volte anche grotteschi.

P.P.S. Altra domanda a cui non sei obbligato a rispondere: non ti sembra che le inchieste in corso abbiano preso una piega un po' troppo "complottista"?

Henry62 ha detto...

Ciao Thomas Morton,
forse è il caso che scriva anche nel blog che io fui CTP per la difesa di Pacciani nel processo di appello (quello in cui venne assolto), quindi la domanda sembrerebbe avere già una risposta... invece ti dico che sono possibilista!

Da tecnico, io mi sono limitato a fornire dei pareri motivati e a dare un contributo alla difesa degli avvocati "storici" fiorentini limitatamente alle analisi balistiche: non sta a me valutare colpevolezza o innocenza degli imputati.

Sulle indagini attuali non mi esprimo, per doveroso rispetto verso le istituzioni.

Un salutone

brain_use ha detto...

Molto interessante anche il tuo ultimo articolo.
Ne approfitto sollevare un paio di dubbi.

Parli di primo mattino come ipotesi plausibile per incontrare sia il riscontro autoptico sia lo studio entomologico.
Credo però non sia difficile risalire dallo stato di avanzamento del processo digestivo all'intervallo temporale tra l'ultimo pasto e il decesso. Sbaglio?

Inoltre, in presenza di risultanze discordanti come queste, come sono state conciliate (e spiegate) le diverse conclusioni della perizia autoptica e di quella entomologica forense?

Henry62 ha detto...

Brain_use,
il problema è capire se la tempistica del processo digestivo è un parametro che possa risultare realmente probante o meno.

Tutti i dati di questo genere dipendono da considerazioni statistiche e non consentono la precisione che è invece richiesta dal singolo caso.

Nello specifico, non sappiamo se la vittima soffrisse o meno di problemi digestivi, se prendesse farmaci e se, per esempio, si fossero sdraiati dopo aver cenato...

Troppe variabili per poter dare un risultato certo.

Durante il processo prevalse la tesi del medico legale.
Qui puoi trovare qualche informazione in più:


http://urlin.it/144c6


Ciao

brain_use ha detto...

Grazie Henry, per la precisazione.

Però davvero non capisco: malattie, farmaci o altri aspetti circostanziali possono evidentemente influire sulla durata del processo digestivo, inficiando la possibilità di basarsi anche sull'avanzamento del medesimo per identificare l'ora precisa del decesso.

Però davvero fatico a pensare che una cena qualunque possa essere in condizioni simili all'interno dello stomaco della vittima (due vittime) la sera stessa e a distanza di sette o otto ore.
Sarebbe come dire che, all'ora di cena, il pasto del mezzogiorno si trova ancora solo parzialmente digerito all'interno dello stomaco.

Abbi pazienza con un banalissimo dilettante da "discovery channel"...: dove sbaglio?

Henry62 ha detto...

Ciao Brain_use,
non stai sbagliando, ma il problema è stabilire alcuni parametri fissi che determinano poi la datazione degli eventi.

Secondo il referto autoptico la morte sarebbe avvenuta la domenica sera, quinsi quelli sarebbero i resti della cena di domenica, ma esiste una testimonianza di un ristoratore che fa riferimento alla cena del sabato delle vittime a base di pasta e sugo di lepre.

Nel contenuto gastrico il medico trova tracce di bucce di pomodoro e materiale che "potrebbe" essere la pasta col sugo di lepre, quindi il livello di digestione era già piuttosto avanzato.

Da alcune ricerche, ho trovato che per dimezzare la quantità di cibo solido a base di pasta (da 50 grammi a 25) nello stomaco servono da 2 a 3 ore, ma se c'è la presenza di carne, allora l'intervallo aumenta anche a 4-6 ore.

Attribuire la morte a domenica sera mi sembra francamente insostenibile, alla luce delle consulenza entomologica e delle testimonianze che dicono chiaramente che nel primo pomeriggio la piazzola degli Scopeti era invasa dall'odore di putrefazione e da una grande quantità di mosche.

Inoltre, il corpo era in avanzato stato di decomposizione e il ritrovamento avviene il lunedì nel primo pomeriggio: mi sembra un po' troppo poco l'intervallo di tempo per arrivare ad un tale stato di decomposizione.

Secondo me i resti sono riferiti alla cena di sabato e la morte è avvenuta alle prime ore della domenica.

Bisognerebbe capire se il processo digestivo è influenzato dalla posizione verticale/orizzontale della persona, se la Mauriot soffriva di particolari patologie che potevano influenzare la digestione (per esempio l'ulcera).
A questo livello non possiamo che lavorare per ipotesi.

Ti sarei davvero grato se tu trovassi materiale documentale su questi temi.
Un saluto e grazie

brain_use ha detto...

In effetti, dalla lettura di informazioni mediche sulle problematiche relative all'insonnia, sembrerebbe che la posizione orizzontale rallenti significativamente il processo digestivo.

Sullo stato di salute della Mauriot credo abbia più probabilità tu di reperire fonti interessanti...

Leggendo qua e là mi è parso di capire però che proprio la cena a base di pappardelle sia stata utilizzata da alcuni per anticipare l'ora dell'omicidio addirittura alla sera del sabato.

Parrebbe dunque in effetti che la tua ipotesi (prima mattina della domenica) sia piuttosto coerente con l'insieme delle prove: entomologica, autoptica, testimoniale sulla cena e testimoniale sulla presenza di mosche e puzzo di decomposizione già nel pomeriggio di domenica.

Perché dunque gli inquirenti puntarono sulla sera della domenica?

Henry62 ha detto...

Caro Brain-use,
tu scrivi:


"In effetti, dalla lettura di informazioni mediche sulle problematiche relative all'insonnia, sembrerebbe che la posizione orizzontale rallenti significativamente il processo digestivo.

Sullo stato di salute della Mauriot credo abbia più probabilità tu di reperire fonti interessanti...

Leggendo qua e là mi è parso di capire però che proprio la cena a base di pappardelle sia stata utilizzata da alcuni per anticipare l'ora dell'omicidio addirittura alla sera del sabato.

Parrebbe dunque in effetti che la tua ipotesi (prima mattina della domenica) sia piuttosto coerente con l'insieme delle prove: entomologica, autoptica, testimoniale sulla cena e testimoniale sulla presenza di mosche e puzzo di decomposizione già nel pomeriggio di domenica.

Perché dunque gli inquirenti puntarono sulla sera della domenica?"


Devo dirti che la tesi dell'accusa si basava, allora come oggi, sulla "confessione" di Lotti, che dapprima accusa e poi si autoaccusa di aver partecipato all'omicidio degli Scopeti e ad altri tre precedenti.
I primi omicidi del MdF sono ad oggi privi di qualunque colpevole o indagato.
E' logico quindi che sia l'accusa che la difesa giocassero sul fatto che gli omicidi fossero stati compiuti di sera/notte come tutti gli altri.
L'accusa aveva un colpevole che chiamava in gioco gli altri compagni di merenda, la difesa poteva avere un alibi per il Pacciani per il sabato sera.
In realtà nessuno ha mai pensato di cucire insieme i fatti (e la perizia entomologica forense, nonostante il fatto che sia stata fatta su sole fotografie, la considero tale) ipotizzando una dinamica del tutto diversa.

Quando decisi di aprire questo blog, lo feci con l'idea, che ormai conosci, di raccogliere il materiale in modo ragionato, senza fare ipotesi campate per aria o totomostro.
Il delitto del 1985 è anomalo sotto molti punti di vista (nascondere i cadaveri per ritardarne la scoperta, invio di una busta anonima al magistrato con un brandello del seno della Mauriot) e potrebbe esserlo anche per l'orario e le modalità in cui è avvenuto.

Nessun autore ha finora nemmeno contemplato l'ipotesi che la morte dei due turisti francesi sia avvenuta la mattina della domenica e, se vogliamo, questo potrebbe essere un piccolo contributo alla discussione che questo piccolo blog porta all'attenzione di chi si interessa di questi fatti.

Ovviamente, se fosse così, la testimonianza di Lotti sarebbe davvero fantasia di una mente semplice.

E' ovvio che all'inizio avrò tutti contro, perchè l'ipotesi è completamente nuova, ma, come dicevi, si regge sull'analisi delle evidenze e come tale dovrebbe essere compresa fra quelle possibili.
Il problema è valutare quanto sia probabile, ma questo è un altro discorso.

Personalmente sai come la penso: si deve partire dalle evidenze, perchè sono quelle che possono far scattare le nuove ipotesi e mai fare il processo contrario.

Un caro saluto.

Henry62 ha detto...

Brain-use,
facendo tesoro delle tue osservazioni, ho inserito nell'articolo un paio di link relativi alla digestione di amidi e carne, da cui si evidenzia che la associazione dei due cibi comporta "spontaneamente" dei notevoli rallentamenti nella digestione, a causa del diverso ph richiesto nello stomaco per la digestione di amidi (alcalino) e carne (acido).
Ciao e grazie

ilbravo ha detto...

Ciao Henry,
innanzitutto, complimenti per il sito.Finalmente qualcosa di serio su un argomento dove a volte si specula senza ritegno.Volevo sottoporre a te e ad eventuali commentatori un quesito.Il delitto di Baccaiano rappresenta un vero mistero.Premesso che per me ci troviamo di fronte a un serial killer tipico che più tipico non potrebbe essere, aggiungo che questo delitto mi dà da pensare.I bossoli rinvenuti sulla scena del crimine sono 9, quindi tutti.3 sullo slargo dove i due ragazzi si erano appartati;2 sulla strada fra lo slargo e la cunetta nella quale è finita l'auto;3 vicino l'auto.A me pare che se seguiamo la scia di questi bossoli vediamo proprio il filmato dell'auto che fugge e l'assassino che insegue.I proiettili rinvenuti però sono solo 6,compatibili con le ferite d'arma da fuoco sulla coppia:4 lui e 2 lei.Che fine hanno fatto gi altri 3 proiettili?Vediamo:2 avrebbero centrato i fari,1 il parabrezza.Ma quest'ultimo probabilmente ha colpito il Mainardi, e secondo me è proprio quello maledetto che gli ha fatto inevitabilmente perdere il controllo della macchina.I proiettili scomparsi da dove sono stati sparati?come mai quelli che avrebbero colpito i fanali non si sono conficcati nelle parabole degli stessi fari o comunque nella carrozzeria?Non è più lecito pensare che i fari siano invece stati distrutti con un corpo contundente?Secondo me è più probabile che 3 proiettili siano andati fuori bersaglio.Ma il fatto più inquietante è che il Mainardi è stato rinvenuto dai soccorritori sul sedile posteriore accanto alla ragazza.Come è finito lì dietro?L'Allegranti,il primo dei soccorritori,che tra l'altro conosceva i ragazzi,lo dice senza alcun dubbio e spiegando per bene la posizione dei due corpi. Dobbiamo dunque rivedere l'intera dinamica del delitto oppure c'è una qualche altra spiegazione che mi sfugge?L'assassino ha iniziato a sparare colpendo il finestrino del lato di guida.Segno che il Mainardi era seduto davanti.Questa è una delle obiezioni che faccio alla ricostruzione proposta da Nino Filastò,persona che tra l'altro ammiro moltissimo.Dunque perché lavrebbe spostato il corpo del Mainardi?Per mettersi lui alla guida? Se è così che ha agito lo ha fatto dopo che l'auto è finita nella cunetta non sullo slargo come propone Filastò.Perché caricare il Mainardi sul sedile posteriore?perché non su quello anteriore o gettarlo oltre la cunetta?Ma poi non era rischioso fare una cosa del genere?Non so che pensare.

ilbravo ha detto...

Grazie Henry per la risposta. Anche se non ho compreso l'allusione alle impronte digitali. Forse non ti rivolgevi a me poiché io non ne ho mai parlato. Vedi io non credo che nel delitto di Baccaiano lui abbia centrato i fari poiché non mi spiegherei altrimenti come avrebbe fatto a pensare di spostare la macchina. Quindi se proprio li ha rotti lo ha fatto dopo il tentativo di mettersi alla guida. Inoltre non penso che avrebbe mai sprecato due proiettili che gli servivano per uccidere. A meno che il suo unico tentativo fosse stato quello di riposizionare l'auto nella piazzola, a quel punto forse poteva anche spostare l'auto senza l'ausilio dei fari. Il dubbio che mi è venuto è che lui abbia dovuto per forza riporre il Mainardi sul sedile posteriore poiché quando ha mosso il corpo per mettersi alla guida si è accorto che era ancora vivo. Come del resto se ne sono accorti subito non solo i barellieri ma anche i primi testimoni. Ma a quel punto era senza più proiettili e forse il coltello era rimasto sullo slargo. Comunque sia il coltello in questa occasione non lo ha usato. Voglio dire che se lui ha manipolato il corpo del Mainardi deve essersi per forza reso conto che era ancora vivo. Eppure non lo ha finito a pugnalate. Decide allora che deve per forza caricarselo dietro. E' costretto. Questo ha richiesto però del tempo prezioso per lui. Quando cerca di far ripartire l'auto però si avvede che sta giungendo qualcuno. E' su un rettifilo, può scorgere se qualche mezzo viene da lontano. Sfila le chiavi ma dalla fretta dimentica di spegnere l'interruttore dei fanali. Scendendo si accorge delle luci di posizioni accese e quindi frantuma i fanali con un paio di calci per favorirsi la fuga. La sicura della portiera dal lato di guida, ho pensato, può averla inserita qualcuno dei soccorritori o dei testimoni involontariamente cercando di sbirciare nell’auto dal finestrino frantumato. Non vedo perché avrebbe dovuto farlo il MdF dato che oramai il danno per lui era fatto. Non ne avrebbe tratto alcun vantaggio. Questa per me potrebbe essere una probabile spiegazione dei fatti. Tuttavia, ho riflettuto come mai non avesse il coltello con sé. Ho ritenuto che per portare a termine le escissioni lui si organizzi portando con sé come uno zaino con dentro l’occorrente per illuminare la zona da asportare, le buste per imballare i feticci, e quindi forse anche il coltello o quello che è. Che lui utilizzi una fonte di luce lo presuppongo dal fatto che sposta la donna in un luogo più riparato, lontano da dove l’aggredisce. Tranne che nel delitto del 1974. Ma come tutti lui impara dai propri errori. Ritengo per la verità che il coltello lui ce l’abbia a portata di mano. Ma questa volta la fuga imprevista del ragazzo ha sorpreso anche lui, quindi ha lasciato tutto l'occorrente nella piazzola nel tentativo di fermare l'auto. Magari anche il coltello poiché è comunque strano che in ogni caso lui non abbia inferto alcuna pugnalata in questa occasione. Gli è andato tutto storto quella sera. Purtroppo, è andata peggio ai ragazzi.

Henry62 ha detto...

Ciao Ilbravo,
nel tuo post sono ben rappresentati sia i dubbi che un tecnico deve porsi in fase di ricostruzione degli eventi che le perplessità che sempre nascono quando si hanno testimonianze discordanti relativamente al fatto criminoso.

La tua ricostruzione della dinamica mi sembra corretta; il problema della palle non rinvenute, a mio parere, può essere risolto pensando che i due colpi sparati verso i fari (ammesso che lo siano stati) potrebbero aver lasciato il segno ma essere stati distrutti in piccoli pezzi che non sono stati rinvenuti oppure potrebbero essere penetrati all'interno del vano motore e lì essere rimasti, intrappolati in qualche vuoto della carrozzeria, il terzo colpo potrebbe essere andato effettivamente a vuoto, nella concitazione della fuga del veicolo.
Ben più interessante è invece il fatto del ragazzo rinvenuto, a detta dei barellieri, sul sedile posteriore.
Non c'è alcun motivo perchè questi debbano dire una cosa per l'altra, quindi sono convinto che abbiano detto la verità, ma non sono convinto che la scena da loro osservata sia quella lasciata dal MdF, cioè non possiamo escludere con certezza che i primi soccorritori non abbiano spostato i corpi nel tentativo di soccorrerli.
L'ipotesi che il ragazzo fosse sul sedile posteriore, ovviamente, non fa che aumentare i sospetti che il MdF abbia preso il suo posto alla guida, cercando di portare il veicolo in un posto più riparato per completare il massacro, del resto le chiavi buttate lontano in un campo col veicolo chiuso con all'interno le vittiome ci dicono che certamente il MdF entrò nel veicolo.

Non condivido le polemiche sulla ricerca di impronte digitali perchè il MdF certamente indossava dei guanti, che ottenevano il duplice scopo di non far lasciare impronte e proteggere le mani dal deposito di residui dello sparo (oltre che dal sangue delle vittime, ovviamente).

Non vorrei sembrarti presuntuoso, ma devo dire con chiarezza che tutto quanto è stato scritto sul Mostro di Firenze a livello commerciale deve essere guardato e letto, ma non preso come Vangelo, se pensiamo ai tanti errori ed omissioni presenti.

Io sono sconcertato dal fatto che nessuno sapesse, ancora oggi, che la cartuccia Pacciani era stata tagliata durante le perizie del primo processo...

Ciao e grazie per gli apprezzamenti per il blog.

Henry62 ha detto...

Ciao Ilbravo,
il riferimento alle impronte digitali non era rivolto a te, ma a quegli autori che criticano le Forze dell'Ordine per non aver fatto determinati accertamenti.
In realtà io penso che gli accertamenti siano stati fatti, perchè ho la massima stima di chi è chiamato ad investigare su casi di così atroce crudeltà e complessità, ma questi accertamenti non sono stati pubblicizzati.

Tornando al tuo commento, da quanto scrivi mi pare di poter dire che la tua sia una ricostruzione piuttosto interessante.
Merita attenzione.

Ciao e grazie

ilbravo ha detto...

Ciao Henry solo una domanda: ti sei mai chiesto dove abitasse il MdF?E se sì dove?

Henry62 ha detto...


Ilbravo ha detto...
Ciao Henry solo una domanda: ti sei mai chiesto dove abitasse il MdF?E se sì dove?


Ciao,
come ho anche già scritto nel post su "11-Settembre" in cui annunciavo l'apertura di questo blog, io vorrei restare saldamente attaccato alle evidenze ed evitare accuratamente ogni ipotesi che sia anche solo lontanamente riconducibile ad una sorta di toto-colpevole.
In effetti, se guardiamo alle sole evidenze, non siamo in grado di dire se il MdF era uno o più persone, se era(no) maschio/i o femmina/e o un gruppo di sesso diverso, se arrivava/no a piedi sui luoghi del delitto o se aveva/no uno o più veicoli e nel caso quali...

Date queste incertezze, potremmo pensare qualunque cosa e formulare qualunque ipotesi, per cui ognuno può tranquillamente farsi un'idea da solo senza alcuna necessità che anche io contribuisca ad aumentare l'entropia dell'universo.

I fatti certi ci dicono che nel 1985 avrebbe percorso dai 40 ai 60 Km (ma qualcuno dice anche meno per vie interpoderali), a seconda dei percorsi, fra il luogo dei delitti dei ragazzi francesi e la cassetta delle lettere in cui imbucò la busta anonima con il lembo di tessuto mammario inviata al magistrato Silvia Della Monica, ma non sappiamo quanto tempo intercorse fra i due eventi, per cui la cosa è difficile da associare ad una localizzazione geografica della sua residenza.

Se ammettiamo che tutti gli 8 duplici omicidi siano stati eseguiti da una singola mano, la cosa diviene ancora più complessa.

Se escludiamo il primo del 1968, dovremmo capire come l'arma giunse nelle mani del/dei mostro/i.

Se pensiamo ad una terza ipotesi, la più inquietante, la cosa si complica ancora di più...

E' un dato però che nel caso di un SK, questo statisticamente colpisce dapprima in zone molto vicine alla sua zona tipica di residenza, cioè in zone da lui molto ben conosciute ed in cui si sente al sicuro, ma questo è tutto.

Troppe sono le incertezze per ricavare deduzioni che siano qualcosa di più di ipotesi...

Ciao

master ha detto...

Ciao Henry

Con grande sorpresa vedo che hai linkato il blog dove sto raccogliendo i miei appunti. E dico con grande, ma gradevolissima, sorpresa perche' ho paura che non lo meriti proprio. Comunque, sperando di non farti perdere tempo, volevo mostrarti alcune evidenze che originano da un analisi superficiale del materiale video che circola pubblicamente. La prima riguarda il 1974, e piu' precisamente emerge da questa immagine:
http://2.bp.blogspot.com/_HsrYwuV-rWI/SYsYfGbADwI/AAAAAAAAAIM/Wl0tu4QjrAU/s1600-h/foro-probabile.jpg

Se quello che si vede non e' un artefatto ma e' davvero un foro di proiettile c'e' da chiedersi come abbia fatto a mancare addirittura il finestrino! In alternativa potrebbe essere un foro d0uscita di un colpo sparato dallo sportello opposto?

La seconda riguarda il 1983, vale a dire il numero di fori presenti sui finestrini, che dalle descrizioni fin qui sentite dovrebbero essere uno per ciascun vetro. Pero' questa foto mi fa sorgere qualche dubbio:

http://3.bp.blogspot.com/_HsrYwuV-rWI/SYoVEgnQuKI/AAAAAAAAAHE/mQjAwa1n6mQ/s1600-h/finestrini-proc.jpg

T hai qualche indicazione precisa a riguardo?

ciao
Master

Henry62 ha detto...

Ciao Master,
io sono convinto che il contributo di chi dimostra buon senso possa fare bene a tutti coloro che vogliono poter maturare un'opinione informata.

Il tuo blog mi sembra sia un buon mezzo per conoscere i fatti separati dalle opinioni e quindi ho ritenuto di segnalarlo fra i blog amici.

In merito al materiale documentale che segnali, mi pare di poter propendere per un foro di uscita per questa immagine:

FORO USCITA?

mentre nella seconda immagine la prima cosa che mi colpisce è la differenza fra i finestrini completamente infranti degli altri casi di omicidio e questi del furgone: bisognerebbe capire se i vetri erano di diverse caratteristiche. Inoltre dall'immagine è difficile (impossibile!) capire se sono fori di ingresso o di uscita o entrambi, quindi potremmo avere un colpo per finestrino in ingresso, ma anche un colpo in uscita...

Abbiamo troppo poche informazioni per poter elaborare una ipotesi di ricostruzione della dinamica che abbia una qualche verosomiglianza con quanto potrebbe essere realmente accaduto.

ilbravo ha detto...

Ciao Henry,
l'incongruenza dei finestrini integri nel delitto del 1983 l'avevo notata anche io. Mi è stato spiegato che i finestrini di quel furgone sono come quelli di un parabrezza:in effetti in una foto si vede un finestrino incrinato proprio come fosse un parabrezza.Pare che fossero martellati e doppi.

Henry62 ha detto...

Ciao Ilbravo,
penso che la spiegazione sia ragionevole e probabilmente, cercando in rete, potremmo trovare conferma.

Ciao

master ha detto...

Ciao Henry

Ti faccio una domanda di premessa: Nel 1983 e' vero che vennero usate munizioni sia ramate che a piombo nudo? E che fu la prima ed unica volta che accadde questo? In caso affermativo potrebbe essere stata una scelta "tattica"?
Io non so' se i finestrini del camper fossero piu' resistenti di quelli delle auto ma la sensazione che danno e questa. La stessa sensazione non potrebbe averla avuta anche il killer?
Del resto dovrebbero in effetti essere piu' resistenti quantomeno perche' sono assicurati alla carrozzeria su tutti i lati, a differenza dei cristalli anteriori di un auto che sono scorrevoli.

Per quanto riguarda invece il foro della foto del 1974, qualora quello fosse proprio un foro d'uscita, mi domando come abbia fatto lo stesso a mancare il ragazzo oramai stramazzato sulla destra (il cdorpo e' stato sicuramente spostato). Possibile che un proiettile di quel tipo trapassi un corpo ed abbia ancora la forza di trapassare in uscita la lamiera? (che in quel punto sembrerebbe anche piu' compatta)

Ciao

Henry62 ha detto...

Ciao Master,
a me risultano i seguenti dati:

- omicidio Bianco-Locci(1968) palla ramata;
- omicidio Gentilcore-Pettini (1974) palla ramata;

- omicidio Foggi-De Nuccio (1981) palla in piombo nudo;
- omicidio Baldi-Cambi (1981) palla in piombo nudo;
- omicidio Migliorini-Mainardi (1982) palla in piombo nudo;

- omicidio Meyer-Rusch (1983) palla ramata e in piombo nudo;

- omicidio Stefanacci-Rontini (1984) palla in piombo nudo;
- omicidio Mauriot-Kraichvilj (1985) palla in piombo nudo.

L'omicida ha quindi utilizzato entrambe le munizioni senza curarsi troppo delle relative prestazioni balistiche.
Anche da questo si può dedurre che non fosse un tiratore esperto.

In merito alle prestazioni della munizione, credo di poter dire che non ci sono particolari problemi di penetrazione se la distanza di sparo era limitata.
Nel caso del tiro contro chi sta in macchina da posizione prossima alle portiere anteriori, chi spara praticamente è a distanza di poco superiore al metro e mezzo dal bersaglio: anche la lamiera ed il vetro non sarebbero un problema per un proiettile che pure attraversi il corpo del ragazzo senza incontrare ossa nel tramite.

Ovviamente le cartucce ramate avrebbero garantito migliori prestazioni velocistiche e una leggera maggior resistenza all'impatto, direi comunque trascurabile in termini di effetti sul bersaglio.
La palla ramata non è in realtà blindata, ma ha solamente uno strato depositato sul piombo che serve a migliorare le prestazioni della palla nel movimento nella canna dell'arma quando la palla è mossa a velocità maggiore: il piombo nudo verrebbe trafilato dalla rigatura della canna e il proiettile sarebbe instabile e quindi impreciso, oltre ad avere in breve la canna della pistola impiombata e resa poco efficiente nella stabilizzazione giroscopica del proiettile.

Ciao

master ha detto...

Quindi non e' giusto dire ad esempio che usare palle a piombo nudo contro un bersaglio diretto, e ramate contro un bersaglio protetto da lamiera e vetri, e' una scelta tattica corretta? Una palla a piombo nudo non dovrebbe causare maggiori danni tissutali a causa dell'alta deformazione all'impatto? (parlo di tiri a distanza ravvicinata) E non sarebbe invece opportuno scegliere palle ramate sapendo dio dover trapassare cristalli robusti e lamiere? Del resto come hai detto la ramatura non e' una blindatra, pero' c'e' da dire che l'assassino disponeva apparentemente di questi soli due tipi di munizioni.

Passando ad un argomento piu' aleatorio, guardando un post di Flanz ho appreso che nel 68 quando fu aperta la portiera di sx dell'auto cadde all'esterno la scarpa del Lo Bianco, che evidentemente era finita addossata allo sportello stesso chiuso.

Che ne pensi dell'analogia con lo stivale trovato nell'81 proprio addossato allo sportello chiuso della golf? (evito di mettere il link della foto perche' tanto la conosci bene)

Henry62 ha detto...

Ciao Master,
in realtà l'uso della munizione più veloce garantisce una migliore resa balistica, ma in una arma corta la velocità non riesce ad essere sfruttata completamente.
Se consideri poi la brevissima distanza dal bersaglio, anche la palla in piombo è del tutto sufficiente con la sua energia cinetica ad attraversare lamiere di tipo automobilistico e ad infrangere cristalli.
Pensa al colpo sparato , peraltro con una certa inclinazione, contro il vetro anteriore della 147: il vetro anteriore è di certo più robusto del vetro del furgone VW, eppure il colpo è penetrato senza problemi.

Nel 1968 e nel 1974 utilizzò munizioni a palla ramata, ma non doveva sfondare lamiere... probabilmente erano le munizioni che aveva a disposizione.

Tieni comunque presente che a quelle distanze minime il comportamento della palla in piombo nudo o ramata è praticamente sovrapponibile: prevale l'effetto cavitario temporaneo della ferita prodotta dall'onda d'urto del proiettile che si muove ad alta velocità, piuttosto che la ferita prodotta dalla deformazione del proiettile nel passaggio nel corpo.
Ciao

master ha detto...

Ciao Henry

Ebbene si', sono ancora qui a ragionare su questi fatti. Spero che in questo momento tu non stia urlando un "noo, ancora lui!" :-)
Sono arrivato pian piano all'omicidio di Baccaiano, ma come al solito mi ritrovo in debito di dati. Ti volevo chiedere se conosci la disposizione dei bossoli sul terreno, e se ti risulta che i colpi siano stati sparati, quando l'auto era gia' sul dosso, dallo sportello passeggero.

Pensi che in questa foto siano indicati i bossoli, o altro?

Baccaiano

ciao

Henry62 ha detto...

Ciao Master,
devo controllare un po' di documenti e ti faccio sapere da queste pagine.

Un salutone

master ha detto...

Ciao Henry

Grazie mille Henry, comunque se devi impazzirci sopra non ti preoccupare eh...
Anzi, se hai documentazione pubblica da cui posso estrapolare qualcosa io senza che tu ci debba perdere tempo mandameli pure.

Un salutone anche a te

Giuliano47 ha detto...

Henry62, hai scritto:
"Io sono un tecnico e, per fortuna, non spetta a me giudicare".

Proprio vero. Ho fatto il giudice popolare in una serie di processi e ti assicuro che al momento di decidere sulla colpevolezza mi si bloccava lo stomaco.

Henry62 ha detto...

Giuliano47,
ti ringrazio per il tuo commento.

Senza far riferimento esplicito ai processi in cui ti sei trovato come giudice popolare, mi piacerebbe che tu raccontassi come siete pervenuti alla decisione finale in camera di consiglio.

- Come avete valutato il valore delle testimonianze?

- Come avete valutato le evidenze fisiche?

- Che ruolo hanno avuto i consulenti tecnici di parte (se l'hanno avuto) nel farvi raggiungere la convinzione per formulare un verdetto?

Ci tengo davvero tantissimo al tuo parere.

Penso sia davvero importante capire questo e tutto ciò che ritieni di poterci raccontare in merito all'atmosfera che hai vissuto durante il processo.

PS: Non indicare date, nomi o fatti che possano far identificare in alcun modo gli eventi cui ci si riferisce.

PS2:
RITENGO IMPORTANTISSIMA LA TUA TESTIMONIANZA!

Ciao e grazie per il tempo che vorrai dedicarci.
Enrico

Giuliano47 ha detto...

Si trattava di processi giudicati in Corte d'Assise.
Ne trattero' solo uno per il "piacere" del perito balistico: guardiacaccia ferito da un bracconiere.

Il mio parere sui giudici popolari e' che essi andrebbero scelti fra gente con competenze specifiche per il tipo di processi a loro assegnati, o quantomeno con una cultura specifica in modo da poter valutare correttamente le perizie, altrimenti si rischia di emettere giudizi col cuore anziche' col cervello.

E appunto veniamo al processo al bracconiere.
Un bracconiere, sorpreso in zona montagnosa da un guardiacaccia, lo ferisce di striscio al volto con una fucilata.

Testimonianze: zero, a parte la vittima.
Evidenze fisiche: qualche segno sul volto del guardiacaccia, vicino ad un occhio.
Il guardiacaccia stesso poi ha minimizzato il rischio di danni alla vista per fortuna ancora integra.

Tesi del perito e avvocato della difesa era che l'intenzione del bracconiere fosse solo di spaventare il guardiacaccia e che non volesse colpirlo.
Il perito dell'accusa mi era parso carente.
Durante il processo avrei voluto fare una domanda tecnica: com'era stato trovato l'alzo del fucile del bracconiere? Possibile che il perito dell'accusa non si sia posto quel problema?
Immagino che quel fucile fosse gia' predisposto per mirare lontano, per il tipo di selvaggina, al primo avvistamento di una preda.
Se il bracconiere ha mirato a media distanza al cuore, al torace del guardiacaccia, e' possibile che il colpo sia andato troppo in alto, oltre la spalla, a causa dell'alzo inadatto?

Insomma, da un ferimento colposo si sarebbe passati ad un tentato omicidio.

Il problema dell'alzo me l'ero posto perche' avevo gia' usato un fucile ad aria compressa. Ecco la competenza specifica, mancante agli altri giurati.

Ma poi il dubbio che l'alzo possa essersi spostato successivamente rimettendolo nel fodero (e' possibile? non conosco i fucili da caccia) o che il bracconiere avesse colpito cosi' nella fretta di scappare o per le braccia tremanti, mi ha fatto desistere dal porre quella domanda.

Insomma, in fase di giudizio, quando ti si aggrovigliano le viscere, meglio un colpevole libero (ritenendo pero' che quel colpevole non avrebbe mai piu' ripetuto quel gesto) che un innocente in galera o un colpevole in galera con un'attribuzione di colpa molto maggiore di quelle che furono le sue intenzioni.

Alla fine la giuria popolare ha deciso per una condanna minima.
Ha giudicato col cuore.

Se i giurati non conoscono bene la materia tecnica riguardante un processo, piu' dei periti contano gli avvocati.

Henry62 ha detto...

Giuliano47,
ti ringrazio per il post.

- Il giudicare col cuore è esattamente uno dei problemi che si hanno con le giurie popolari;

- il secondo problema è il ruolo di "guida" predominante che i giudici togati hanno spesso nei confronti dei giudici popolari;

- la dialettica molro spesso ha un effetto notevole sui giudici popolari, soprattutto se accompagnata da "effetti speciali" (ricostruzioni 3D, filmati e altre cose del genere);

- personalmente sono convinto che la cosa migliore sia sempre coinvolgere il più possibile i giudici nel prendere coscienza del proprio compito, facendo sempre molta attenzione nel non utilizzare un linguaggio tecnico.

Nel tuo caso specifico, per esempio, si dovrebbe vedere a che distanza erano i due protagonosti e valutare come era azzerato il fucile (se a palla unica), se aveva mirino metallico o ottico, che tipo di munizione veniva impiegata, se erano a distanza, perchè il bracconiere ha sparato e non è invece fuggito (se erano vicini, potrebe essere difficile ricostruire l'esatta dinamica...).
Insomma, bisogna mettersi nei panni di vittima e imputato e ricostruire l'esatta cronologia dei fatti.

Ciao

photofaber.com ha detto...

Negli anni 90 abitavo x motivi di lavoro,nelle colline di Grassina.Quante volte ho'percorso sentieri inmezzo ai boshi a tarda notte x raggiungere casa! Sapete quante cose strane ho'visto? Gruppi di persone che facevano strane preghiere (riti satanici penso)...Sopratutto in un luogo che chiamano la grotta della fata morgana a Grassina.Quante volte ho'trovato teste di gallo,zampe di galline,bigliettini con parole strane...Bah...So'che magari il mio discorso nn c'entra nulla..Ma sicuramente nei dintorni di firenze a quanto pare ci sono molti amanti di questi tipi di riti...Ne trovai pure in altri luoghi,come a San Martino la Palma,e le strade che portano a San Casciano..Facendo all'epoca il Tagliaboschi beh mi capitava spesso di addentrarmi in luoghi isolati,scoprendo tali cose..Comunque x la mia ignoranza posso presupporre...Che riguardo ai delitti del mostro di firenze( Molto probabilmente un Maniaco milionario malato,solo,insoddifatto e che magari abita o abitava in qualche villetta isolata dal resto del mondo...Come ne ho'visto tante nelle colline di firenze....Abbia addescato usato quei grulli di paese x soddisfare le sue manie..Dietro ricompensa di importanti somme di denaro...Che a persone contadine avrebbero fatto comodo ma moooolto comodo).Ciao

brain_use ha detto...

C'è un aspetto, nella descrizione del profilo di cui mi sfugge la coerenza: il Pacciani mi risultava già pregiudicato per reati di natura sessuale violenta.

Come si concilia nella tesi accusatoria questo aspetto con: "La mutilazione degli organi sessuali della sua vittima rappresenta sia l’inadeguatezza sessuale dell’aggressore, che la sua rabbia verso di loro"?

Henry62 ha detto...

Brain_use,
ho voluto riportare il profilo elaborato dal F.B.I. perchè ritengo sia un documento importante per capire come l'inchiesta, o meglio le inchieste, italiane abbiano percorso strade diverse rispetto a quelle ipotizzate dallo stato delle conoscenze che la scienza criminologica consentiva di identificare.
Sia gli analisti del F.B.I. che i tecnici dell'equipe criminalistica di Modena hanno sempre parlato di un unico killer che agiva per motivazioni sessuali o psichiche.
Secondo gli studiosi, ma non secondo gli inquirenti, questi crimini non sono frutto di una banda e non sono motivati da criminalità comune, come potrebbe essere un omicidio su commissione o un "commercio" di feticci.

E' evidente che questi profili criminologici cozzano con le immagini dei "compagni di merende": Pacciani è l'esatto opposto di un impotente o di un iposessuato, eppure è stato identificato nel capo di questa scalcagnata banda di Mostri rurali.

Ciao

brain_use ha detto...

Sia gli analisti del F.B.I. che i tecnici dell'equipe criminalistica di Modena hanno sempre parlato di un unico killer che agiva per motivazioni sessuali o psichiche.

E' proprio quello che intendevo...

Ho sempre avuto l'impressione che, nelle indagini sul caso, si sia viaggiato un po' di fantasia o, se vogliamo, di sensazionalismo.

Opinione personale, si intende, di un lettore di giornali qualsiasi.

Henry62 ha detto...

Brain_use,
come sai e come penso di aver ormai dimostrato scrivendo nei miei blog, io cerco di essere il più possibile "super partes" nel trarre delle deduzioni dall'analisi delle evidenze.

Il presupposto è che si raccolga il più ampio e completo insieme di evidenze disponibili per un determinato caso e su queste si lavori senza operare alcun tipo di costruzione personale che non trovi solide basi nella prassi tecnico-scientifica.

Qualunque addetto ai lavori, con un grado di conoscenze adeguate, deve poter verificare le asserzioni tecniche che vengono fatte.

Alla luce di queste linee conduttrici, ho iniziato l'analisi di un caso della serie omicidiaria che ritengo estremamente importante, sotto tanti aspetti.

Questo omicidio è quello dei due ragazzi francesi, avvenuto nel 1985 presso la piazzola degli Scopeti, ed è l'ultimo duplice omicidio della serie attribuita al cosiddetto "Mostro di Firenze".

L'analisi che sto conducendo credo sia estremamente sfidante ma proprio per questo particolarmente affascinante.
Sia ben chiaro che non sto conducendo alcuna indagine, ma semplicemente sto valutando tecnicamente il materiale già disponibile sotto i diversi punti di vista, alla luce delle personali conoscenze che ritengo possano aiutare nella ricostruzione della dinamica.
Io sono sempre stato un sostenitore dell'approccio multidisciplinare, in particolare nelle ricostruzioni forensi.

Il mio scopo è ricostruire la dinamica del duplice omicidio, così come è possibile farlo partendo dalle evidenze, senza considerare le eventuali testimonianze.

Se vuoi, è un po' quello che ho fatto anche con gli attacchi dell'11 settembre.

Se l'esito sarà interessante, non escludo di pubblicare qualcosa di più corposo di uno o più articoli nel blog... vedremo!

Ciao

Henry62 ha detto...


brain_use ha detto...
"Sia gli analisti del F.B.I. che i tecnici dell'equipe criminalistica di Modena hanno sempre parlato di un unico killer che agiva per motivazioni sessuali o psichiche."

E' proprio quello che intendevo...

Ho sempre avuto l'impressione che, nelle indagini sul caso, si sia viaggiato un po' di fantasia o, se vogliamo, di sensazionalismo.

Opinione personale, si intende, di un lettore di giornali qualsiasi.


Brain_use,
le sentenze vanno rispettate, ma questo non significa che debbano essere necessariamente condivise.

Il mio personale convincimento è che al momento non mi pare esistano prove inoppugnabili ed incontrovertibili della presenza sui luoghi degli omicidi di più killers.

Ciò non significa che ciò non sia possibile, ma solamente che non ci sono elementi certi a supporto di questo fatto, se si prescinde dalle confessioni del "pentito" del gruppo.

Ciao

brain_use ha detto...

Per questo parlavo di "opinione personale di un qualsiasi lettore".

Non intendo certo ergermi a giudice: non ne avrei le competenze né adeguata formazione e informazione.

robi ha detto...

Ho letto del mostro di firenze e secondo quello ke capisco dall'identikit dell'F.B.I. ki ha commesso gli omicidi dovrebbe essere più giovane di pacciani di almeno vent'anni quindi al massimo suo figlio (se ne avesse avuti), e sempre in base a ciò ke affermano potrebbe essere ancora vivo e magari ha continuato a uccidere in altre zone (magari all'estero).Xkè non si è mai provato a vedere se erano stati commessi altri crimini simili appunto all'estero nel periodo ke non sono state uccise persone qui in italia!? Io all'epoca ero un bambino xò mi ricordo bene dell'impatto ke ha avuto quella serie di omicidi.Un saluto robi.

Henry62 ha detto...

Buongiorno Robi,
il profilo tracciato dal F.B.I. delinea la figura di un omicida solitario, non di un gruppo criminale.

La figura descritta è quella di un "assassino per lussuria" ed in molti punti, non solo nell'età, è del tutto contrapposta alle caratteristiche di Pacciani.

Il punto più evidente, a mio parere, è la presunta inadeguatezza e impotenza sessuale del Mostro, che davvero niente ha a che vedere con l'esuberanza perversa dimostrata senza ombra di dubbio dal Pacciani in tutta la sua storia di violenza e aberrazione sessuale (dall'omicidio brutale di un rivale e immediato coito sul posto con la ragazza contesa, alla violenza alle figlie, le violenze ripetute alla moglie e ad altre prostitute, la proposta di scambio riparatore di mogli ad un presunto amante della moglie Angiolina, per finire con i rapporti omosessuali attivi col Lotti e le orgie rurali con un misto di sesso e magia).

L'età del Mostro è forse l'anello più debole cui potersi appigliare, perchè è sufficiente un lungo periodo di forzata astensione (come una detenzione o un ricovero) per spostare i termini indicati anche di molti anni, come del resto è scritto anche nel profilo stesso.

In merito agli omicidi all'estero, mi risulta che alcuni omicidi simili a quelli di Firenze avvennero in Francia e ci fu un interessamento fra gli investigatori, ma vennero esclusi ulteriori collegamenti.

Il problema di fondo è anche capire se esistono altri omicidi attribuibili al Mostro, oltre a quelli "ufficiali" della serie di coppiette (compreso o meno quello del 1968).
Andrebbero considerati anche gli altri omicidi che hanno interessato numerose persone che, in modalità diverse e con ruoli diversi, vennero coinvolte dalle indagini fiorentine.

Fra questi casi credo siano da ricondurre almeno un paio di presunti "suicidi" alquanto anomali per modalità.

Ci sono poi degli omicidi di prostitute nella città di Firenze, tuutora irrisolti, che potrebbero avere delle inquietanti analogie con quanto avvenuto alle vittime femminili nelle campagne di Firenze, anche se non compare la famigerata Beretta, e in qualche caso dei collegamenti con personaggi coinvolti nelle indagini sul Mostro.

Ciao

Thomas Morton ha detto...

Ricordo benissimo la vicenda del quadro, piuttosto grottesca. Non ricordavo il testo di quelle perizie, che mi appaiono oggi ancora più ridicole (che le fantasie di violenza siano esperite oltre che pensate lo si intuisce dalle scie? ma allora... lasciamo perdere).

In merito alla questione di certe perizie, ho letto un articolo su Internazionale, qualche mese fa, che demoliva completamente il ruolo dei "profiler" criminali, resi popolari da telefim come "Criminal Minds". Ne risultava che il profiler ha la stessa percentuale di successo di un qualsiasi veggente o astrologo (che in effetti a volte vengono utilizzati ancora nelle indagini nostrane, con impatto ssecondo me desolante sull'immagine delle nostre forze investigative).

(captcha: dying)

Henry62 ha detto...

Ciao Thomas Morton,
attorno alle vicende dei delitti del Mostro di Firenze è stato scritto molto, troppo, e spesso la verità è stata distorta da ipotesi e considerazioni personali dei vari autori.

La mia convinzione è che solo attingendo agli atti ufficiali ci si possa, a poco a poco, formare una vera opinione di cosa siano state queste vicende criminali sia per la zona di Firenze che per l'intera sfera forense nazionale.

Nel frattempo cerco di portare alla luce aspetti che possano essere di una qualche utilità per chi voglia documentarsi seriamente su questa vicenda.

Un salutone

Trevanian ha detto...

Ciao, sono un tuo nuovo utente.

Henry62 ha detto...

Ciao Trevanian,
benvenuto!

baba ha detto...

Mi sono appena registrato,questo è un grande sito,interessantissimo.Ho tante domande da fare la prima è questa,perchè enzo spalletti è stato dimenticato è lui la chiave del mistero,che fine ha fatto perche nessuno gli chiede cosa ha visto quella notte etu cosa ne pensi di spalletti

baba ha detto...

nell'omicidio del 68 non sono riuscito a capire se il bambino (Natalino)è arrivato da solo alla casa o se è stato accompagnato.Mi puoi dire come erano i suoi calzini se sporchi come dice Filasto oppure in ordine come dice lo Spezi?

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
Mi sono appena registrato,questo è un grande sito,interessantissimo. Ho tante domande da fare la prima è questa,perchè enzo spalletti è stato dimenticato è lui la chiave del mistero,che fine ha fatto perche nessuno gli chiede cosa ha visto quella notte etu cosa ne pensi di spalletti

19 novembre 2009 22.16



Innanzi tutto ti ringrazio per l'apprezzamento del sito.

Hai perfettamente ragione: Enzo Spalletti è una persona che forse avrebbe potuto aiutare l'indagine, ma preferì la reclusione al parlare.
Secondo me temeva per l'incolumità della propria famiglia.

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
nell'omicidio del 68 non sono riuscito a capire se il bambino (Natalino)è arrivato da solo alla casa o se è stato accompagnato.Mi puoi dire come erano i suoi calzini se sporchi come dice Filasto oppure in ordine come dice lo Spezi?

19 novembre 2009 22.20


Una costante di questa vicenda è che è spesso molto difficile avere elementi reali e concreti che siano certi, su cui costruire ipotesi verosimili.
Le calze di Natalino sono uno di questi: qualcuno dice che erano immacolate, altri che i calzini fossero sporchi e logori per aver camminato senza scarpe.
Quello che è certo è che Natalino non aveva le scarpe e sicuramente ha camminato con i soli calzini, probabilmente non per l'intero tragitto, ma i calzini non erano immacolati.
Altro problema è il campanello di casa De Felice, dove Natalino suonò per farsi aprire: qualcuno dice che era ad una altezza tale che il bambino non poteva di certo averlo suonato da solo, altri sostengono che il campanello era posizionato ad altezza raggiungibile da un bambino di quella età...

baba ha detto...

In merito alla domanda sui calzini cosa significa probabilmente non per l'intero tragitto non capisco.

baba ha detto...

hai qualche notizia sull'omicidio avvenuto nel 1984 a lucca,sono state fatte indagini serie?tu cosa ne pensi hai approfondito questo omicidio?Cosa è successo in riva al Serchio e il delitto è attribuibile al mostro?

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
In merito alla domanda sui calzini cosa significa probabilmente non per l'intero tragitto non capisco.


Il tragitto dal luogo del duplice delitto alla casa dei De Felice è piuttosto lungo, dell'ordine di un paio di chilometri, quindi il bambino ha raccontato di essere stato portato a spalle ma anche di aver camminato da solo.
Per farsi coraggio, avrebbe canticchiato o gli sarebbe stata canticchiata la canzone "la tramontana" di Antoine.

Ciao

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
hai qualche notizia sull'omicidio avvenuto nel 1984 a lucca,sono state fatte indagini serie?tu cosa ne pensi hai approfondito questo omicidio?Cosa è successo in riva al Serchio e il delitto è attribuibile al mostro?

20 novembre 2009 22.11


Non ho particolari notizie se non quelle diffuse dalla stampa.
Gli inquirenti si occuparono del delitto, ma sicuramente l'arma utilizzata era diversa e la dinamica, seppur apparentemente simile per certi aspetti agli agguati del MdF, è stata attribuita ad una rapina finita male, piuttosto che ad una aggressione a sfondo maniacale.
Personalmente non penso sia da attribuire al mostro e non si deve dimenticare che purtroppo esistono anche fenomeni di emulazioni di questi gesti criminali.

dfcal2004 ha detto...

Ciao Henry,
essendo tu un esperto ed un perito, volevo chiederti che cosa ne pensi della teoria "cospirazionista" secondo la quale i veri bossoli del delitto del '68 sono stati sostituiti da un "infiltrato" con altri sparati dalla pistola del cosiddetto "Mostro" per indirizzare le indagini sulla banda dei sardi.
Ti ringrazio per la tua risposta in anticipo e per la cortesia.

Henry62 ha detto...


dfcal2004 ha detto...

Ciao Henry,
essendo tu un esperto ed un perito, volevo chiederti che cosa ne pensi della teoria "cospirazionista" secondo la quale i veri bossoli del delitto del '68 sono stati sostituiti da un "infiltrato" con altri sparati dalla pistola del cosiddetto "Mostro" per indirizzare le indagini sulla banda dei sardi.
Ti ringrazio per la tua risposta in anticipo e per la cortesia.

7 dicembre 2009 22.57


Ciao DFCAL2004,
questa teoria è sempre stata in qualche modo presente, perchè le modalità di ritrovamento dei bossoli allegati alla perizia Zuntini nel faldone del processo Mele, presso il tribunale di Perugia, sono sempre state oggetto di discussione.

Non solo, quindi, ci sarebbero dubbi sui bossoli rinvenuti, ma anche sulle modalità che avrebbero portato al loro ritrovamento.

Personalmente penso che sia praticamente impossibile che i bossoli siano stati sostituiti, non perchè l'operazione non fosse fattibile, ma perchè questo avrebbe comportato anche la necessità di far sparire la perizia balistica cui erano acclusi, dato che nella perizia c'erano sicuramente le fotografie dei corpi di reato.

Devo anche aggiungere che ho sentito un noto avvocato di Firenze, che si è occupato anche del caso del MdF e mi ha confermato che era abitudine di Zuntini spillare i reperti in una busta alla perizia quando non fosse stata ritrovata l'arma utilizzata dal criminale.

Nel libro "Coniglio il martedì", l'autore dedica un capitolo proprio all'episodio di fantasia della sostituzione di questi reperti.

La mia opinione è che nel 1968 sparò sempre la stessa arma della serie omicidiaria seguente, identificata dagli investigatori in una Beretta della serie 70.
Ciao

Trevanian ha detto...

Ho appena finito di guardare il documentario di History Channel sul mostro. Ammetto di non capirci più niente, per me sono diventati convincenti tutti, compreso Giuttari. Non so cosa pensare, forse è meglio non pensarci più.

Henry62 ha detto...


Trevanian ha detto...
Ho appena finito di guardare il documentario di History Channel sul mostro. Ammetto di non capirci più niente, per me sono diventati convincenti tutti, compreso Giuttari. Non so cosa pensare, forse è meglio non pensarci più.

11 dicembre 2009 00.23


Trevanian,
capisco il tuo sconcerto, ma questo è tipico delle vicende complesse e che si diramano nel tempo.

Non pensarci più non risolve il problema: l'unico modo per studiare queste vicende è quello di non essere emotivamente coinvolti e di analizzarle freddamente, da tecnico, scartando tutto ciò che non è incontrovertibilmente dimostrato.

Questo è il mio approccio.
Un saluto.

baba ha detto...

ciao Henry,volevo sapere quando è pronta la tua teoria sul duplice delitto degli scopeti(non avevo mai pensato ad un delitto nelle prime ore del giorno)e poi sto aspettando le tue ricostruzioni sugli altri delitti,il tuo parere credo sia troppo importante per noi.

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
ciao Henry,volevo sapere quando è pronta la tua teoria sul duplice delitto degli scopeti(non avevo mai pensato ad un delitto nelle prime ore del giorno)e poi sto aspettando le tue ricostruzioni sugli altri delitti,il tuo parere credo sia troppo importante per noi.

02 gennaio 2010 22.29


Ciao Baba,
sto lavorando sul duplice omicidio degli Scopeti prchè penso che dall'analisi di quel caso possa scaturire un nuovo impulso alla vicenda, anche dal punto di vista giudiziario.

Data l'importanza che attribuisco a questo ultimo duplice delitto, sto facendo delle analisi che credo potrenno essere di un qualche interesse anche per gli addetti ai lavori.

Per il momento sto approfondendo la dinamica dell'omicidio degli Scopeti e non voglio interessarmi ad altri omicidi finchè non ho concluso l'analisi in corso.

Posso però dirti che alcuni aspetti che ritengo molto importanti verranno anticipati da specifici articoli; le conclusioni tecniche di questi articoli sono le basi su cui poggia la mia ricostruzione.

Vi chiedo ancora un po' di pazienza, ma credo di poter dire che sarà ripagata.

Ciao e buon anno.

baba ha detto...

Ciao Henry,a quali articoli ti riferisci?Articoli che usciranno su un qualsiasi quotidiano oppure articoli che troveremo sul tuo blog?

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
Ciao Henry,a quali articoli ti riferisci?Articoli che usciranno su un qualsiasi quotidiano oppure articoli che troveremo sul tuo blog?

02 gennaio 2010 23.42


Sono articoli che usciranno sul mio blog, con adeguato supporto fotografico, perchè hanno un contenuto essenzialmente tecnico, relativo al comportamento allo sparo dell'arma che da sempre si ritiene sia stata utilizzata dal MdF.

E' importantissimo capire come si comporta questa arma da fuoco, perchè dal suo comportamento reale potremo ricavare dei punti di partenza CONDIVISI su cui ho basato la mia ipotesi.

Voglio chiarire che io non partecipo al "Totomostro", non ho alcuna intenzione di sostituirni agli investigatori, di cui ho il massimo rispetto, ma ritengo di essere un tecnico e di poter dare un contributo di conoscenza nella comprensione della dinamica dei fatti.

Chiarita la dinamica, si potranno poi trarre delle conclusioni su quanto finora è stato detto su questo duplice omicidio.

Ciao

Antonio ha detto...

Salve, mi sto interesssando a questo caso da qualche giorno, dopo l'illuminazione ricevuta da un filmato su youtube... vorrei dire solo questo: esiste un accusatore sulle dichiarazioni del quale si fonda tutta la tesi strampalata dei compagni di merende e della cupola sovrastante... questo accusatore non aveva apparentemente niente da guadagnare dalle sue false dichiarazioni, a meno che non fossero un modo per evitare guai peggiori... quando poi leggo il profilo fbi e lo vedo calzare quasi a pennello a detto accusatore, che devo pensare ?

Henry62 ha detto...

Antonio,
capisco cosa intendi e devo dire che il tuo dubbio è il dubbio di molti...

Le sentenze ci sono e vanno rispettate, ma ciò non significa che debbano essere necessariamente condivise.

A mio parere le dichiarazioni di Lotti forniscono più dubbi che certezze, tanto è vero che le stesse Corti non hanno ritenuto affidabili alcune sue dichiarazioni su diversi delitti.

La domanda da porsi è allora: perchè Lotti è stato ritenuto attendibile quando parla di Vanni e Pacciani e non lo è più quando invece parla di altre persone che, secondo lui,non solo avrebbero avuto un ruolo ma sarebbero state anche presenti sulla scena del crimine?

Antonio ha detto...

grazie Henry per la tua risposta, è evidente che Lotti e gli investigatori sono andati dove volevano bene o male andare, puntellandosi a vicenda... ho guardato il filmato con la testimonianza di Butini, che Lotti aveva tirato in ballo come partner di un incontro omosessuale usato da Pacciani per ricattarlo e costringerlo a partecipare alla mattanza... Butini respinge sdegnato ogni illazione, sbugiardando Lotti, se anche può esser vero che avesse negato per vergogna, non era il caso di approfondire mettendo a confronto i due ?
In ogni caso criticare il lavoro degli investigatori è sparare sul pianista, tanto squinternato appare agli occhi di chi lo guardi con un minimo di senso critico... quello che non capisco è come mai una verità che ai miei occhi apparare straordinariamente convincente nella sua semplicità non sia stata mai presa ufficialmente in considerazione... qui tutto converge verso di essa, dalle caratteristiche del personaggio al suo comportamento durante l'indagine, mi sembra di vedere LA SOLUZIONE che quando mi appare nel mio lavoro di informatico riconosco subito per quella giusta, la più diretta, la più semplice, insomma, LEI.

Henry62 ha detto...

Antonio ha detto...
grazie Henry per la tua risposta, è evidente che Lotti e gli investigatori sono andati dove volevano bene o male andare, puntellandosi a vicenda... ho guardato il filmato con la testimonianza di Butini, che Lotti aveva tirato in ballo come partner di un incontro omosessuale usato da Pacciani per ricattarlo e costringerlo a partecipare alla mattanza... Butini respinge sdegnato ogni illazione, sbugiardando Lotti, se anche può esser vero che avesse negato per vergogna, non era il caso di approfondire mettendo a confronto i due ?
In ogni caso criticare il lavoro degli investigatori è sparare sul pianista, tanto squinternato appare agli occhi di chi lo guardi con un minimo di senso critico... quello che non capisco è come mai una verità che ai miei occhi apparare straordinariamente convincente nella sua semplicità non sia stata mai presa ufficialmente in considerazione... qui tutto converge verso di essa, dalle caratteristiche del personaggio al suo comportamento durante l'indagine, mi sembra di vedere LA SOLUZIONE che quando mi appare nel mio lavoro di informatico riconosco subito per quella giusta, la più diretta, la più semplice, insomma, LEI.

17 marzo 2010 20.50


Antonio,
gli investigatori hanno fatto il loro lavoro e le Corti hanno giudicato.

Butini é il teste del "io finocchio nun son mai sta": il confronto sarebbe stato più che opportuno, ma non venne fatto.

Il profilo del Mostro tracciato dal FBI e quello di Lotti hanno delle similitudini inquietanti a dir poco (guarda le parti evidenziate in rosso nel profilo che ho pubblicato sul mio blog) e avrebbe dovuto far riflettere... ma probabilmente siamo noi ad essere suggestionati! ;)

Che dire?
L'analisi prosegue...

Ciao

Antonio ha detto...

Ciao Henry

ancora io con la mia convinzione, che si rafforza sempre più via via che recupero filmati o articoli su questo caso... non da tecnico, ma da semplice persona che in 56 anni di vita ha imparato che due più due fa quasi sempre quattro, riassumo brevemente i pilastri di questa convinzione:

1. L'assassino era uno, al massimo può aver portato, nel suo finale delirio di onnipotenza, uno spettatore, in gruppo si va per stuprare... la tesi del gruppo di persone con mandanti appare la inevitabile conclusione di una inchiesta sgangherata che ha cercato solo di sostenere sè stessa, fino ad arrivare addirittura all'incriminazione di Spezi come mandante...

2. Detta inchiesta si basa sulle dichiarazioni di un 'pentito', che dunque, al di là delle contraddizioni in cui è caduto, ha mentito, essendo la storia raccontata del tutto assurda e priva di riscontri oggettivi... va notato che lui entra dentro l'inchiesta non per scelta, ma perchè costretto da testimonianze e/o intercettazioni telefoniche...

3. Che motivo aveva detto 'pentito' di mentire facendosi condannare a 26 anni di carcere, se non quello di preferire il ruolo appunto di pentito a quello ben più pesante di mostro ? Ne esistono altri, come ad esempio una famiglia da proteggere oppure la suggestionabilità ? Il Lotti era solo, e i suoi occhietti vispi che si intravedono nei filmati non fanno certo pensare ad una persona suggestionabile...

4. Il profilo FBI si adatta quasi alla perfezione al Lotti, ma di tutte le coincidenze ce n'è una che mi appare la più indicativa, perchè più rara delle altre: Lotti era impotente, e il mostro, che stuprava con tralci di vite o si portava a casa macabri trofei forse per provarci con calma, altrettanto.

Siamo arrivati ai due più due che fanno quasi sempre quattro, a questo punto vorrei che qualcuno tentasse di dire perchè no, perchè questa volta vale il quasi, che cosa impedisce di considerare il Lotti come il vero ed unico MdF... Se ne hai voglia, Henry, potresti fare tu l'avvocato del diavolo ed elencarmi i motivi per i quali il Lotti non potrebbe essere stato il MdF... Io potrei provare a confutarli...

Ciao, grazie

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
Ciao Henry

ancora io con la mia convinzione, che si rafforza sempre più via via che recupero filmati o articoli su questo caso... non da tecnico, ma da semplice persona che in 56 anni di vita ha imparato che due più due fa quasi sempre quattro, riassumo brevemente i pilastri di questa convinzione:

1. L'assassino era uno, al massimo può aver portato, nel suo finale delirio di onnipotenza, uno spettatore, in gruppo si va per stuprare... la tesi del gruppo di persone con mandanti appare la inevitabile conclusione di una inchiesta sgangherata che ha cercato solo di sostenere sè stessa, fino ad arrivare addirittura all'incriminazione di Spezi come mandante...

2. Detta inchiesta si basa sulle dichiarazioni di un 'pentito', che dunque, al di là delle contraddizioni in cui è caduto, ha mentito, essendo la storia raccontata del tutto assurda e priva di riscontri oggettivi... va notato che lui entra dentro l'inchiesta non per scelta, ma perchè costretto da testimonianze e/o intercettazioni telefoniche...

3. Che motivo aveva detto 'pentito' di mentire facendosi condannare a 26 anni di carcere, se non quello di preferire il ruolo appunto di pentito a quello ben più pesante di mostro ? Ne esistono altri, come ad esempio una famiglia da proteggere oppure la suggestionabilità ? Il Lotti era solo, e i suoi occhietti vispi che si intravedono nei filmati non fanno certo pensare ad una persona suggestionabile...

4. Il profilo FBI si adatta quasi alla perfezione al Lotti, ma di tutte le coincidenze ce n'è una che mi appare la più indicativa, perchè più rara delle altre: Lotti era impotente, e il mostro, che stuprava con tralci di vite o si portava a casa macabri trofei forse per provarci con calma, altrettanto.

Siamo arrivati ai due più due che fanno quasi sempre quattro, a questo punto vorrei che qualcuno tentasse di dire perchè no, perchè questa volta vale il quasi, che cosa impedisce di considerare il Lotti come il vero ed unico MdF... Se ne hai voglia, Henry, potresti fare tu l'avvocato del diavolo ed elencarmi i motivi per i quali il Lotti non potrebbe essere stato il MdF... Io potrei provare a confutarli...

Ciao, grazie

20 marzo 2010 07.44


Antonio,
è difficile fare l'avvocato del diavolo su un'ipotesi che si condivide nella sua formulazione generale...
Io ho già sostenuto la stessa ipotesi in un forum di discussione tempo fa.

L'inchiesta ha vissuto momenti di alto e basso, ma è inconfutabile che siano stati commessi errori, con innocenti sbattuti in carcere e altri portati al suicidio per una semplice rassomiglianza con gli identikit diffusi e pubblicati dalla stampa.

Purtroppo sono errori che non si possono rimediare, ma si spera che tutto ciò sia servito per evitare che si ripetessero.

Ciao

ilbravo ha detto...

Caro Henry, se mi permetti vorrei rispondere ad Antonio. Il MdF è un uomo di intelligenza superiore, scaltro, pensa veloce, risolve nell'immediato problemi che si creano durante l'assalto. Sa sparare. Soprattutto è attentissimo a non lasciare alcuna traccia. Che fosse impotente è una deduzione non una certezza. Lo stesso Lotti non si capisce se era o non era impotente. Di sicuro, invece, era un uomo lento nel pensare, di intelligenza scarsa, suggestionabile, manipolabile. Non risulta da nessuna parte che avesse mai sparato. Il MdF è un tipico serial killer organizzato, sofisticato, che non perde mai il controllo. No, non ce lo vedo proprio il Lotti in questa veste.

Henry62 ha detto...


ilbravo ha detto...
Caro Henry, se mi permetti vorrei rispondere ad Antonio. Il MdF è un uomo di intelligenza superiore, scaltro, pensa veloce, risolve nell'immediato problemi che si creano durante l'assalto. Sa sparare. Soprattutto è attentissimo a non lasciare alcuna traccia. Che fosse impotente è una deduzione non una certezza. Lo stesso Lotti non si capisce se era o non era impotente. Di sicuro, invece, era un uomo lento nel pensare, di intelligenza scarsa, suggestionabile, manipolabile. Non risulta da nessuna parte che avesse mai sparato. Il MdF è un tipico serial killer organizzato, sofisticato, che non perde mai il controllo. No, non ce lo vedo proprio il Lotti in questa veste.

21 marzo 2010 09.24


Ciao Ilbravo,
attenzione a non cadere nello stereotipo dello "scemo del villaggio" per Lotti e del killer freddo e spietato, di intelligenza superiore, per il MdF...

Lotti era furbo abbastanza da curare i propri interessi e su ciò che lo interesseva sapeva benissimo come comportarsi, così come sapeva reagire a ciò che non gli andava durante gli interrogatori in aula.

L'idea di un Lotti ritardato è ben lungi dall'essere vera, nonostante il quadro che di lui è stato dipinto.

Lotti non è mai stato adeguatamente analizzato e credo che la sua figura potrebbe riservare delle sorprese: perchè non è mai stata perquisita la sua abitazione, per esempio?

Ti sembra una cosa normale che a Pacciani ribaltano persino l'orto, ai vari sardi perquisiscono più volte le case mentre all'unico reo confesso non si va nemmeno a vedere se nella casa dove ha abitato per anni - vicino alla cava dove lavorava - ci potevano essere nascosti feticci o la pistola stessa?

Abbiamo testimonianze della nipote di Vanni che Lotti non fosse molto efficiente dal punto di vista sessuale in una normale relazione alla pari fra uomo e donna, ma sappiamo però che aveva incontri periodici con prostitute diverse.
Ci sono relazioni sulla sua ambiguità sessuale: tendenze omosessuali ma anche frequentazione di donne mercenarie, con cui aveva rapporti frequenti.
Tutti questi elementi non sono stati adeguatamente valorizzati in un quadro di maggiore responsabilità del Lotti.
Cosa si sa, in realtà, della storia personale del Lotti, della sua infanzia e di tutto ciò che NON riguarda la sua frequentazione di Pacciani e Vanni?

Buio completo...

Ciao

Henry62 ha detto...

ilbravo ha detto...

Ciao Henry, sono d'accordo che sia sbagliato, anzi sbagliatissimo, rifarsi a stereotipi o crearsi dei preconcetti.
Tuttavia, l'intelligenza del MdF la deduco da come si è comportato nelle varie aggressioni.
Dico intelligenza superiore e forse sbaglio, ma è un dato di fatto che molti serial killer hanno un QI superiore alla media. Certo, sarebbe importante sapere se poi statisticamente questa cosa è vera oppure rientra nella normale percentuale della popolazione.
Il fatto che il Lotti fosse poco perspicace invece mi pare fosse "vox populi" dalle sue parti.
Il Katanga mi sembra un nomignolo che non attribuirei a un'aquila. Voglio semplicemente dire che se analizziamo le scene dei vari crimini attribuiti al MdF e poi pensiamo al Lotti... insomma, la cosa stride. Riguardo al perché non si siano mai sognati di perquisire la sua abitazione la dice lunga sulla efficienza del pool investigativo.

- OMISSIS -

Tuttavia, il suggerimento di Antonio potrebbe anche essere valido, perché no.
Solo che, dal mio punto di vista, la lente di ingrandimento su Pacciani non è nata da un'intuizione ma da una lettera anonima di un vicino che forse aveva i suoi interessi a volersi togliere dai piedi il bellicoso Pietro.
Se non erro, fino a quel momento Pacciani era solo un nome nel computer poiché aveva precedenti per reati sessuali. Voglio dire, il suggeritore del suo nome non lo ha fatto perché aveva elementi per accusarlo, indicava una persona elencandone i reati già noti alla polizia.
La tecnica di assalto del MdF, la sua freddezza, l'abilità nello sparire, la sfrontatezza nello sfidare le forze dell'ordine, mi suggeriscono una persona inserita nella società e non un emarginato. Ma questo è solo il mio pensiero.
Ciao.

PS: ho molto apprezzato le tue riflessioni sul quadro e sul blocco da disegno ritrovati in casa Pacciani.

Antonio ha detto...

L'animo umano è forse il mistero più grande, e non mi stupirei davvero se il Lotti avesse recitato durante tutta la sua vita il ruolo di scemo del villaggio, interpretando la parte che altri avevano scelto per lui, salvo poi esplodere di rabbia nei suoi delitti... Delitti che hanno accresciuto la sua autostima, fino alla sfida della lettera con il macabro trofeo.
Probabilmente è cresciuta anche la voglia di mettere al corrente qualcuno, di gridare 'non sono lo scemo che tutti credono, sono io che tengo tutti in scacco', e chissà che negli ultimi delitti non si sia portato dietro il Pucci come spettatore.

Di certo, quando telefona all'amica prostituta e le confida 'io c'ero', svela la sua voglia di diventare protagonista, come poi è accaduto davvero, nel ruolo di pentito. Ecco, credo che la debolezza della mia tesi stia proprio qui, perchè se è pacifico che il Lotti abbia raccontato fandonie, forse non è scontato che lo abbia fatto per salvarsi da guai peggiori, forse era solo per essere protagonista.

La differenza la dovrebbero fare i riscontri oggettivi derivanti dalle sue dichiarazioni o dai testimoni, perchè se dichiarò qualcosa che solo chi era presente poteva sapere e/o qualche testimone attendibile lo collocò nei luoghi dei delitti, logica vorrebbe che il mostro fosse proprio lui, ma a dir la verità non ho ancora capito quello che le indagini hanno appurato su questo tema. Se qualcuno potesse illuminarmi gli sarei grato.

In ogni caso credo che un'analisi comparativa dei momenti dei vari delitti con le situazioni lavorative e abitative del Lotti potrebbe aiutare, ad esempio, i delitti cessano nell' 85, non è per caso proprio quando il Lotti perde la casa e deve andare a dormire dal prete ?

Loggia ha detto...

Ciao Henry62,
e' un po' che seguo questo blog e quello sull'11 settembre, sono molto interessanti e fatti bene a mio avviso..
Volevo segnalare, se posso, per quanto riguarda il mostro di firenze, un convegno che si terrà a Roma il prossimo 8 maggio..ci avvaleremo anche della partecipazione di Ruggero Perugini..
Le info sono sul mio blog.
Grazie a presto

Henry62 ha detto...


Loggia ha detto...
Ciao Henry62,
e' un po' che seguo questo blog e quello sull'11 settembre, sono molto interessanti e fatti bene a mio avviso..
Volevo segnalare, se posso, per quanto riguarda il mostro di firenze, un convegno che si terrà a Roma il prossimo 8 maggio..ci avvaleremo anche della partecipazione di Ruggero Perugini..
Le info sono sul mio blog.
Grazie a presto

03 aprile 2010 17.49


Ecco fatto!
Scrivimi e parliamone.
Ciao

Trevanian ha detto...

Posso sapere come fare prenotare un posto al convegno sul mostro a roma del 10 maggio?

Henry62 ha detto...

Ciao,
qui trovi tutte le indicazioni.

Ciao

baba ha detto...

Mi piacerebbe avere una tua opinione sulla vicenda in senso generale ma ho capito che a te non piace fare supposizioni o ipotesi se non suffragate da dati certi.Comunque vorrei sapere su cosa poggia la tua convinzione che il Lotti possa essere colpevole e perchè hai scritto su un forum che nel primo episodio omicidiario nessuno ha mai indagato su Antomio Lo Bianco?

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
Mi piacerebbe avere una tua opinione sulla vicenda in senso generale ma ho capito che a te non piace fare supposizioni o ipotesi se non suffragate da dati certi.Comunque vorrei sapere su cosa poggia la tua convinzione che il Lotti possa essere colpevole e perchè hai scritto su un forum che nel primo episodio omicidiario nessuno ha mai indagato su Antonio Lo Bianco?

10 maggio 2010 22.24


Ciao Baba,
la mia opinione è molto semplice ed è riassumibile in alcune considerazioni:

- non c'è alcuna prova reale, se si esclude la chiamata di correo di Lotti e la testimonianza contraddittoria di Pucci, della presenza di più "mostri" sulle scene del crimine: in nessun caso, a mio parere, ci sono evidenze della presenza di più persone e quindi propendo per il killer solitario;

- se l'omicidio del 1968 è da considerarsi passionale e non maniacale, non si capisce perchè il filone di indagini sulle vittime debba aver riguardato solamente il comportamento della vittima femminile; in quella triste vicenda c'era l'onore di una famiglia sarda (vittima femminile) ma c'era anche l'onore di una famiglia siciliana (vittima maschile) e il dubbio che non si sia approfondito l'analisi vittimologica è consistente. Se l'obbiettivo dell'assassino del 1968 non fosse stata la donna, ma l'uomo?

- In merito a Lotti, è l'unico reo confesso che ha mostrato di conoscere le scene del crimine e che ha raccontato versioni diverse dei fatti ma sempre tese a sminuire le sue responsabilità ed inoltre alcuni fatti, come l'uso dell'autovettura rossa agli Scopeti, non sembrerebbero essere poi così sicuri. Perchè Lotti si sarebbe appartato nella piazzola di Vicchio in compagnia di una prostituta proprio dove saranno ammazzati Pia Rontini e il suo fidanzato? Non c'era una piazzola più vicina a San Casciano?

La figura di Lotti è più ricca di quanto egli stesso abbia voluto far credere e se rileggi il profilo del FBI e pensi a Lotti... le analogie sono davvero importanti.

Ciao

Antonio ha detto...

Ciao Henry

ho una mia teoria per spiegare i legami del delitto del '68 con gli altri, ma per questo ho bisogno di una risposta che tu sicuramente puoi darmi: si può pensare che i proiettili del '68 siano stati prelevati da una scatola diversa da quelli successivi, oppure, allo stato delle perizie, si deve ammettere che anche nel 74 e poi si continuò a prendere dalla stessa scatola del '68 ? la mia teoria prevede che passò di mano la pistola, ma difficilemnte anche la scatola di proiettili

Ciao grazie

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
Ciao Henry

ho una mia teoria per spiegare i legami del delitto del '68 con gli altri, ma per questo ho bisogno di una risposta che tu sicuramente puoi darmi: si può pensare che i proiettili del '68 siano stati prelevati da una scatola diversa da quelli successivi, oppure, allo stato delle perizie, si deve ammettere che anche nel 74 e poi si continuò a prendere dalla stessa scatola del '68 ? la mia teoria prevede che passò di mano la pistola, ma difficilemnte anche la scatola di proiettili

Ciao grazie


Ciao Antonio,
i delitti del 1968 e dfel 1974 vennero compiuti col medesimo tipo di munizioni, a palla ramata, ma francamente non si può dire se fossero state prelevate dalla stessa scatola.
A mio parere è piuttosto probabile che chi ha compiuto il primo omicidio possa avere nascosto o ceduto l'arma col caricatore nuovamente riempito, quindi cedendo/perdendo l'arma, avrebbe anche ceduto un numero di colpi pari a quelli contenuti nel caricatore, sufficienti per compiere il secondo duplice omicidio.

Maggiori spiegazioni in questo articolo:

Processo Pacciani: studio della lettera "H" presente sul fondello

Ciao

Antonio ha detto...

Grazie Henry, avevo letto, a dir la verità... la tua ipotesi è plausibile, solo che non spiega perchè la palla ramata torni nell'83.

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
Grazie Henry, avevo letto, a dir la verità... la tua ipotesi è plausibile, solo che non spiega perchè la palla ramata torni nell'83.

17 maggio 2010 20.06


Antonio,
per quanto ne sappiamo la palla trovata nel 1983 potrebbe essere ciò che rimase delle prima cartucce avute con l'arma... così come potrebbe essere stata reperita per caso... non possiamo saperlo a priori e non lo vedo come un elemento su cui costruire ipotesi particolari.

La cosa importante, mi sembra, è che non c'è alcuna necessità di dover pensare ad una cessione di una scatola di munizioni separata dall'arma.

Ciao

Antonio ha detto...

La mia ipotesi prevede che l'arma sia passata di mano senza i proiettili e tu mi confermi che è possibile. Ti ringrazio, ciao

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
La mia ipotesi prevede che l'arma sia passata di mano senza i proiettili e tu mi confermi che è possibile. Ti ringrazio, ciao

17 maggio 2010 21.45


Prego,
ciao

Antonio ha detto...

Scusami Henry, se torno alla carica con la mia storia della pistola e dei proiettili, ma ho trovato in giro per la rete e anche nel libro di Spezi "Dolci colline di sangue" l'affermazione che i primi 50 colpi sparati a partire dal '68 provenivano dalla stessa scatola. Leggendo la perizia che mi hai indicato appare invece chiaro che questo non può essere, visto che dopo i primi due delitti cambia il tipo di proiettile.
Ti chiedo allora, secondo te, come è nata questa notizia ?
E poi, davvero si può concedere che anche i proiettili con palla ramata del secondo delitto provenissero da una scatola diversa da quella del '68 ?
Scusami se insisto, ma per la mia teoria è importantissimo che sia possibile che la pistola sia passata di mano senza neanche un proiettile.

Grazie, ciao

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
Scusami Henry, se torno alla carica con la mia storia della pistola e dei proiettili, ma ho trovato in giro per la rete e anche nel libro di Spezi "Dolci colline di sangue" l'affermazione che i primi 50 colpi sparati a partire dal '68 provenivano dalla stessa scatola.

Leggendo la perizia che mi hai indicato appare invece chiaro che questo non può essere, visto che dopo i primi due delitti cambia il tipo di proiettile.

Ti chiedo allora, secondo te, come è nata questa notizia ?
E poi, davvero si può concedere che anche i proiettili con palla ramata del secondo delitto provenissero da una scatola diversa da quella del '68 ?

Scusami se insisto, ma per la mia teoria è importantissimo che sia possibile che la pistola sia passata di mano senza neanche un proiettile.

Grazie, ciao


Ciao Antonio,
sulla triste vicenda degli omicidi del MdF è stato scritto troppo e spesso senza cognizione tecnica di argomenti che nelle indagini avrebbero avuto un peso determinante nella creazione di una percezione mass-mediatica dei fatti.
Non mi meraviglia, quindi, notare lo sconcerto del tuo commento nel rendersi conto che i tecnici hanno meno certezze dei "mostrologi" più o meno professionisti.
Se pensi che tutti questi autori non sapevano nemmeno che la cartuccia "Pacciani" era stata tagliata nel corso degli accertamenti fatti nell'incidente probatorio, puoi trarne le conclusioni da solo.

A mio parere, come anche ti ho indicato, non c'è modo per poter affermare con assoluta precisione che le diverse cartucce provenissero solo da due scatole di munizioni: c'è una probabilità, ma non la certezza.

Come ho già anche scritto, a mio parere non esiste nemmeno la certezza assoluta che l'arma del MdF fosse una Beretta...

Ciao

Antonio ha detto...

Ciao Henry

ancora approfitto della tua disponibilità per chiederti un parere su un problema che pone l'ipotesi Lotti.

Sembra che prese la patente solo nel 78, dopo svariati tentativi, per cui come andò a Borgo San Lorenzo nel '74 ?
E' credibile secondo te che abbia usato un motorino, che credo avesse, per fare i 60 km ?
Si sa invece se magari usava una macchina pur non avendo la patente ?

A mio parere il motorino ci poteva anche stare, in fin dei conti era ancora estate, un'oretta poco più di viaggio non era un problema.

Tu che ne pensi ?

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
Ciao Henry
ancora approfitto della tua disponibilità per chiederti un parere su un problema che pone l'ipotesi Lotti.

Sembra che prese la patente solo nel 78, dopo svariati tentativi, per cui come andò a Borgo San Lorenzo nel '74?
E' credibile secondo te che abbia usato un motorino, che credo avesse, per fare i 60 km?
Si sa invece se magari usava una macchina pur non avendo la patente ?
A mio parere il motorino ci poteva anche stare, in fin dei conti era ancora estate, un'oretta poco più di viaggio non era un problema.
Tu che ne pensi ?

20 maggio 2010 21.47


Antonio,
attenzione a non costruire castelli in aria.
Formulare ipotesi è lecito solamente se si parte da contesti ben delineati e si debbano definire alcune dinamiche locali: un conto è proporre ipotesi sulla dinamica di un omicidio partendo dalle testimonianze rilasciate o da una confessione, cercando di capire se queste si sposino o meno con una ipotesi verosimile di ricostruzione, un'altra fare dei veri e propri voli pindarici ipotizzando spostamenti su cui ogni ipotesi sarebbe buona, dato che non c'è alcuna possibilità di riscontro.

Oltre a non essere risolutivo, questo approccio è pericoloso per il rischio di considerare solamente i fattori che potrebbero avvalorare un'ipotesi e trascurare, anche in buona fede, gli altri.

Il mio parere è che non ci debba mai distaccare dalle evidenze della scena del crimine o, nel caso di una testimonianza, da ciò che la testimonianza ci dice per essere vagliata e verificata.

Il problema, per esempio, è capire da quando Lotti conoscesse Pacciani e Vanni: sembrerebbe che Pacciani lo avesse conosciuto tramite Vanni solo a partire dagli anni '80, quindi per il delitto del 1974 non esisterebbero i "compagni di merende" ma si dovrebbe ipotizzare qualcosa di diverso.

Il delitto del 1974 non è come quello del 1968, per cui si potrebbero ipotizzare moventi diversi: il delitto del 1974 è sicuramente stato commesso dal MdF... quindi?

Come si spiegherebbe allora l'evoluzione che avviene delitto dopo delitto, ipotizzando autori diversi?

Ciao

Antonio ha detto...

Accetto volentieri il rimbrotto Henry, è chiaro che bisogna stare con i piedi per terra, io però sto semplicemente verificando se un'ipotesi, Lotti unico MdF, che mi appare chiara per mille motivi tra i quali gli avvistamenti della sua macchina e il procedere della sua confessione (riportata fedelmente da Giuttari ne Il Mostro), sia compatibile con i delitti.

Per questo mi chiedo quanto possa pesare sull'incompatibilità del delitto del '74 la mancanza della patente. Quello che cerco è solo la compatibilità, non la certezza, possibile solo con testimonianze che non esistono.

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
Accetto volentieri il rimbrotto Henry, è chiaro che bisogna stare con i piedi per terra, io però sto semplicemente verificando se un'ipotesi, Lotti unico MdF, che mi appare chiara per mille motivi tra i quali gli avvistamenti della sua macchina e il procedere della sua confessione (riportata fedelmente da Giuttari ne Il Mostro), sia compatibile con i delitti.

Per questo mi chiedo quanto possa pesare sull'incompatibilità del delitto del '74 la mancanza della patente. Quello che cerco è solo la compatibilità, non la certezza, possibile solo con testimonianze che non esistono.

21 maggio 2010 07.43


Antonio,
il mio non voleva affatto essere un rimbrotto, ma solo un consiglio: non ci si deve innamorare di una ipotesi, anche se si è convinti che possa spiegare meglio di altre ipotesi la dinamica dei fatti.

L'assenza di patente potrebbe essere importante come potrebbe non esserlo affatto: chi ci dice che in quei giorni il MdF, chiunque potesse essere, dovesse percorrere xx Km e invece non fosse sul posto per altri motivi?

Magari lavorava saltuariamente in zona, non lo so...

Ciao

baba ha detto...

ciao Henry,quindi mi sembra di capire che tu ritieni il duplice delitto del 68 staccato rispetto agli altri cioè un delitto passionale e non maniacale;però mi devi far capire da cosa deduci questo

baba ha detto...

Scusa se insisto ma quando sono pronti gli articoli sulla ricostruzione dei delitti del 1985 in via scopeti?
Poi ti volevo chiedere perchè se Lotti confessa e incolpa Pacciani di essere il capo non gli fa trovare la pistola invece del proiettile durante la perquisizione?Mi manca il movente della sua confessione anche se comincio lentamente a pensarla come te

Antonio ha detto...

Ciao Henry

nell'interrogatorio del 9/2/96 Pucci dichiara che la domenica pomeriggio dell'omicidio di Scopeti lui, Lotti e Vanni erano andati a Firenze da Gabriella Ghiribelli (Il Mostro di Giuttari), che Vanni era stato mandato via, e che loro si erano intrattenuti con la donna.
Che tu sappia, la Ghiribelli confermò ?
E' un particolare molto importante perchè renderebbe credibile la presenza del Pucci a Scopeti insieme al Lotti, la sera al ritorno da Firenze.
Personalmente ritengo che il Pucci ci fosse, ma a delitto consumato (probabilmente il sabato sera).
Tu ritieni possibile che il delitto sia avvenuto il sabato sera ? Al di là dei riscontri degli esami, mi pare non certi, sempre il MdF aveva colpito nei prefestivi, quella volta doveva anche preparare il suo messaggio, dunque aveva bisogno di tempo.
A meno che non avesse privilegiato la minimizzazione del rischio della scoperta dei cadaveri, cercando di fare tutto la sera stessa.
Scusami, se non ti piace discutere di ipotesi fammelo capire e smetto.

Ciao

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
ciao Henry,quindi mi sembra di capire che tu ritieni il duplice delitto del 68 staccato rispetto agli altri cioè un delitto passionale e non maniacale;però mi devi far capire da cosa deduci questo

21 maggio 2010 22.07


Ciao Baba,

a mio parere non si deve dare nulla per scontato.
Il delitto del 1968 ha in comune con gli altri tutta una serie di elementi relativi alla dinamica e alle vittime, ma ha anche evidenti elementi di diversità che non consentono di trarre conclusioni univoche, quindi si deve considerare anche la possibilità che non sia stato compiuto dalla stessa mano che impugnò, successivamente, la stessa arma per compiere gli altri omicidi.
Non è una conclusione, ma una premessa al lavoro di ricerca.

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
Scusa se insisto ma quando sono pronti gli articoli sulla ricostruzione dei delitti del 1985 in via scopeti?
Poi ti volevo chiedere perchè se Lotti confessa e incolpa Pacciani di essere il capo non gli fa trovare la pistola invece del proiettile durante la perquisizione?Mi manca il movente della sua confessione anche se comincio lentamente a pensarla come te

21 maggio 2010 22.24


Baba,
tu hai ragione, ma sono successe alcune cose che mi hanno consigliato di non pubblicare ancora quanto ho scoperto.
Al momento giusto ne parleremo.

In merito alla confessione di Lotti e alle altre domande, direi che la prima risposta ovvia è che l'arma non era disponibile.

Io non so e non voglio nemmeno saperlo se la cartuccia venne "posta" da qualcuno, quello che so è che la cartuccia nell'orto non aveva alcun valore probatorio per incastrare nessuno, meno che mai Pacciani, perchè l'ho dimostrato in sede di processo d'Appello e la stessa richiesta principale della pubblica accusa era proprio di effettuare una nuova perizia balistica sulla cartuccia.
Tanto mi basta: la cartuccia, a mio parere, confonde le idee anzichè chiarirle.

Su Lotti e le sue ammissioni ritorneremo in futuro.

Ciao

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
Ciao Henry

nell'interrogatorio del 9/2/96 Pucci dichiara che la domenica pomeriggio dell'omicidio di Scopeti lui, Lotti e Vanni erano andati a Firenze da Gabriella Ghiribelli (Il Mostro di Giuttari), che Vanni era stato mandato via, e che loro si erano intrattenuti con la donna.
Che tu sappia, la Ghiribelli confermò ?
E' un particolare molto importante perchè renderebbe credibile la presenza del Pucci a Scopeti insieme al Lotti, la sera al ritorno da Firenze.
Personalmente ritengo che il Pucci ci fosse, ma a delitto consumato (probabilmente il sabato sera).
Tu ritieni possibile che il delitto sia avvenuto il sabato sera ? Al di là dei riscontri degli esami, mi pare non certi, sempre il MdF aveva colpito nei prefestivi, quella volta doveva anche preparare il suo messaggio, dunque aveva bisogno di tempo.
A meno che non avesse privilegiato la minimizzazione del rischio della scoperta dei cadaveri, cercando di fare tutto la sera stessa.
Scusami, se non ti piace discutere di ipotesi fammelo capire e smetto.

Ciao


Antonio,
ora devo scappare perchè mi aspettano di sotto, ma la tua domanda merita una risposta adeguata e viorrei dedicare del tempo alla sua risposta.

Ti risponderei con calma questa sera.

Ovvio che mi fa piacere parlarne con chi, come te, dimostra tale passione per queste vicende ormai dimenticate dai media.

Ciao

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
Ciao Henry

nell'interrogatorio del 9/2/96 Pucci dichiara che la domenica pomeriggio dell'omicidio di Scopeti lui, Lotti e Vanni erano andati a Firenze da Gabriella Ghiribelli (Il Mostro di Giuttari), che Vanni era stato mandato via, e che loro si erano intrattenuti con la donna.
Che tu sappia, la Ghiribelli confermò ?
E' un particolare molto importante perchè renderebbe credibile la presenza del Pucci a Scopeti insieme al Lotti, la sera al ritorno da Firenze.
Personalmente ritengo che il Pucci ci fosse, ma a delitto consumato (probabilmente il sabato sera).
Tu ritieni possibile che il delitto sia avvenuto il sabato sera ? Al di là dei riscontri degli esami, mi pare non certi, sempre il MdF aveva colpito nei prefestivi, quella volta doveva anche preparare il suo messaggio, dunque aveva bisogno di tempo.
A meno che non avesse privilegiato la minimizzazione del rischio della scoperta dei cadaveri, cercando di fare tutto la sera stessa.
Scusami, se non ti piace discutere di ipotesi fammelo capire e smetto.

Ciao


Antonio,
la mia convinzione è che l'omicidio di Scopeti sia avvenuto alla mattina presto del sabato, cioè nella seconda metà della notte fra il venerdì ed il sabato ma con già un po' di chiaro.

La mia convinzione deriva dallo stato dei corpi quando vennero rinvenuti a Scopeti, confrontati con quello delle vittime dell'omicidio di Giogoli del 1983.

Sulla dinamica dell'omicidio di Scopeti, come immagino tu sappia, ho una mia personale ipotesi, che non vorrei affrontare ora perchè diversa da quanto finora raccontato da altri autori.

Le testimonianze sulla macchina e sulle persone presenti agli Scopeti nel pomeriggio della domenica sono di estrema importanza per, a mio parere, valutare quanto affermano L. e P., in particolare ritengo interessanti le testimonianze dei coniugi che erano ospiti della casa il cui ingresso carrabile al viale di accesso sarebbe stato parzialmente ostruito proprio dalla vettura del L.

Confrontando quelle testimonianze qualcosa mi sembra non torni.

Mi sto riferendo al pomeriggio della domenica in cui ufficialmente sarebbe stato compiuto l'omicidio.

La testimonianza della G. e del suo convivente G. ritengo siano state confermate e siano affidabili.
Il problema è ciò che L. e P. dichiarano, nelle loro diverse versioni verbalizzate col susseguirsi degli interrogatori.

Torneremo su questo argomento.

Ciao

Antonio ha detto...

Grazie Henry, immagino volevi dire la mattina presto della domenica, come scrivi nel tuo articolo in cui esamini la perizia Introna.
Direi che questa ipotesi si concilia perfettamente con la mia, che prevede i delitti la notte del sabato (solo L) e un ritorno sul luogo con il P forse all' andata (il pomeriggio), sicuramente al ritorno (la sera) dal viaggio a Firenze.
Vorrei farti notare un particolare che si può leggere nelle dichiarazioni di L a Giuttari, dopo che già si sentiva coperto dalla versione dell'amico: "la sera prima dell'omicidio sono passato agli Scopeti da me, il giorno del fatto ero con il Pucci".
Perchè L dichiara spontaneamente che il sabato era passato di lì ? Perchè c'era 'passato' davvero, e se fosse venuta fuori una testimonianza in tal senso non avrebbe avuto problemi.

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
Grazie Henry, immagino volevi dire la mattina presto della domenica, come scrivi nel tuo articolo in cui esamini la perizia Introna.
Direi che questa ipotesi si concilia perfettamente con la mia, che prevede i delitti la notte del sabato (solo L) e un ritorno sul luogo con il P forse all' andata (il pomeriggio), sicuramente al ritorno (la sera) dal viaggio a Firenze.
Vorrei farti notare un particolare che si può leggere nelle dichiarazioni di L a Giuttari, dopo che già si sentiva coperto dalla versione dell'amico: "la sera prima dell'omicidio sono passato agli Scopeti da me, il giorno del fatto ero con il Pucci".
Perchè L dichiara spontaneamente che il sabato era passato di lì ? Perchè c'era 'passato' davvero, e se fosse venuta fuori una testimonianza in tal senso non avrebbe avuto problemi.

23 maggio 2010 17.33


Antonio,
non intendevo la mattina di domenica, ma proprio del sabato, cioè, come ho scritto, nella parte finale della notte fra venerdì e sabato, alla mattina presto del sabato.

Quanto scritto nell'articolo in cui parlo della consulenza entomologica è riferito ai dati temporaali minimi che si dovrebbero considerare dalle conclusioni della consulenza entomologica, ma ci sono anche altri aspetti che non sono stati considerati nella consulenza entomologica che mi fanno pensare ad un lasso di tempo fra la morte e la scoperta dei corpi maggiore di quanto finora ipotizzato.

Ciao

Antonio ha detto...

Ciao Henry

"Magari lavorava saltuariamente in zona, non lo so..."

Questa tua frase mi ha colpito molto, tantopiù che guardando la mappa dei luoghi si può notare un assembramento di punti interessanti proprio nella zona del Mugello.
C'è modo di sapere se il nostro sospettato ebbe a che fare con quella zona per lavoro o per altro ?

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
Ciao Henry

"Magari lavorava saltuariamente in zona, non lo so..."

Questa tua frase mi ha colpito molto, tantopiù che guardando la mappa dei luoghi si può notare un assembramento di punti interessanti proprio nella zona del Mugello.
C'è modo di sapere se il nostro sospettato ebbe a che fare con quella zona per lavoro o per altro ?

26 maggio 2010 07.55


Credo sia molto difficile, perchè è assai difficile trovare tracce di una presenza temporanea in zona.

A me sorprende sempre il fatto che conoscesse determinate zone, molto appartate, a così grande distanza dalla sua zona abituale di "scorribande" notturne.

A mio parere doveva aver avuto dei contatti in zona per conoscere certi luoghi, che poi diventeranno scene del crimine degli omicidi del MdF.

Ciao

Henry62 ha detto...

Antonio,
devi scusarmi ma inavvertitamente ho cancellato il tuo messaggio, comunque condivido il tuo augurio che gli sforzi degli investigatori non si fermino per dare giustizia alle vittime innocenti di questa turpe vicenda.

Non dimentichiamoci che per i tre delitti del 1974 e del 1981 non ci sono nemmeno degli indagati...

Ciao

baba ha detto...

ciao Henry,
due considerazioni
-esiste una testimonianza riportata da Filastò che afferma che i due francesi furono visti a cena la sera del sabato alla festa paesana,tale testimonianza non è attendibile a tuo parere?Perchè?
-tu che sei esperto di armi mi spieghi come poteva l'assassino colpire con estrema precisione in luoghi privi di una qualsiasi anche minima luce?
Abbi pazienza se ogni tanto ti sollecito con domande ma dopo aver letto libri,ascoltato ipotesi svariate etc ti ritengo il più profondo conoscitore del caso.

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
ciao Henry,
due considerazioni
-esiste una testimonianza riportata da Filastò che afferma che i due francesi furono visti a cena la sera del sabato alla festa paesana,tale testimonianza non è attendibile a tuo parere?Perchè?
-tu che sei esperto di armi mi spieghi come poteva l'assassino colpire con estrema precisione in luoghi privi di una qualsiasi anche minima luce?
Abbi pazienza se ogni tanto ti sollecito con domande ma dopo aver letto libri,ascoltato ipotesi svariate etc ti ritengo il più profondo conoscitore del caso.

01 giugno 2010 21.59


Ciao Baba,
ti ringrazio, ma io parto dal presupposto che le ipotesi debbano sempre avere delle basi di partenza solide per poter essere almeno verosimili.
Molto spesso ciò non è avvenuto e si sono viste delle ricostruzioni di pura fantasia.

Venendo al discorso delle testimonianze, devo dirti che è un capitolo su cui sto lavorando molto, proprio relativamente al caso di Scopeti, perchè fatti recenti mi stanno convincendo sempre più che nella zona degli Scopeti potesse esserci un'altra coppia di stranieri con una automobile simile e che venne scambiata per le due vittime del MdF.
Questo spiegherebbe sia le testimonianze del sabato che, soprattutto, della domenica mattina.

Non dobbiamo dimenticarci che soprattutto la ragazza francese era molto diversa dall'immagine comparsa sui giornali, in cui aveva i capelli corti e tagliati alla maschio.
In realtà Nadine aveva i capelli lunghi quando venne uccisa e le testimonianze potrebbero essere state tratte in inganno proprio da questo aspetto della fisionomia di Nadine.
La vettura Golf bianca, con targa straniera, era a mio avviso presente sul posto (via degli Scopeti)in quei giorni, ma non era quella dei due francesi...

E' la prima volta che parlo di questo aspetto, ma credo che torneremo su qusto argomento.

In merito all'uso delle armi, devo dirti che a me è capitato di trovarmi di notte nei boschi e di dover fare i conti con l'oscurità: mi è successo durante il servizio militare, che ho svolto come ufficiale di artiglieria, in cui ho dovuto comandare il nucleo di sorveglianza e protezione dei "pezzi" in una prova valutativa a partiti contrapposti contro degli americani nell'ambito delle consuete manovre congiunte con le forze NATO e mi è capitato quando, da giovane, giocavo in una squadra di giochi tattici, durante una notturna.
Dopo un certo periodo di tempo l'occhio si abitua e basta una davvero minima sorgente luminosa, anche schermata e/o colorata, per potersi orientare e individuare il bersaglio.
Una volta identificato il bersaglio, ci sono delle tecniche di tiro istintivo che aiutano molto ad inquadrare il bersaglio, anche con l'aiuto di una torcia elettrica, soprattutto partendo da posizioni di vantaggio come la sorpresa e la possibilità di osservare le vittime potendosi muovere senza essere visto.

Ciao

baba ha detto...

Ciao Henry,
volevo semplicemente chiederti sulla pistola del mostro,se abbiamo la certezza al 100% che sia sempre la solita arma a sparare oppure c'è una piccola possibilità che siano più pistole ad uccidere.Non riesco a capire se l'omicidio del 68 è ancorato agli altri o esiste una possibilità pur minima che possa essere tutt'altra cosa,grazie.

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
Ciao Henry,
volevo semplicemente chiederti sulla pistola del mostro,se abbiamo la certezza al 100% che sia sempre la solita arma a sparare oppure c'è una piccola possibilità che siano più pistole ad uccidere.Non riesco a capire se l'omicidio del 68 è ancorato agli altri o esiste una possibilità pur minima che possa essere tutt'altra cosa,grazie.

03 giugno 2010 20.29


Baba,
da quanto risulta dagli atti i bossoli trovati sui luoghi dei diversi omicidi, compreso quelli del 1968, sono stati esplosi da una medesima arma semiautomatica.
Si è certi che si tratti di un'arma semiautomatica perchè sul fondello dei bossoli è presente il segno lasciato dall'espulsore.

Non possiamo invece essere certi che si tratti di una pistola, perchè in assenza di un'arma sequestrata, non possiamo che esprimere un parere sulla classe di arma in base alla geometria delle impronte lasciate sui bossoli: é tuttavia ragionevole, anzi molto probabile, che si tratti di una pistola, ma non possiamo dircene assolutamente certi fino a quando non si trovi l'arma.
Potremmo trovarci di fronte ad una carabina semiautomatica manomessa per facilitarne il porto, oppure ad un'arma artigianale (sono solo esempi, per far capire cosa intendo).
Dall'analisi delle palle estratte dai corpi o rinvenute sulle scene dei delitti non sempre si possono ricavare informaziooni utili per associare i colpi ad un'unica arma, soprattutto per la difficoltà di avere superfici omogeneee da comparare ed in cui identificare fasci di microstrie.

La mia opinione è che sia la stessa arma a sparare, probabilmente una pistola Beretta, ma non possiamo dirci sicuri al 100% di questa affermazione.

Potrebbero esistere altre armi di produzione straniera che lasciano impronte simili per geometria a quelle lasciate dalle Beretta della serie 70, perciò si parla di "identità di classe" e non di univocità.
In altre parole, l'arma del MdF POTREBBE essere una Beretta della Serie 70, ma potrebbe anche essere un'altra arma che ha le medesime caratteristiche identificative di classe delle pistole Beretta della Serie 70.

Ciao

baba ha detto...

Comunque al di la del modello(sei stato molto chiaro in proposito),affermi che la probabile pistola è la stessa in tutti i delitti e in che percentuale lo affermi?

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
Comunque al di la del modello(sei stato molto chiaro in proposito),affermi che la probabile pistola è la stessa in tutti i delitti e in che percentuale lo affermi?

03 giugno 2010 22.49


L'arma che ha esploso quei bossoli è la stessa al 100%, ciò non significa che non esista però un'altra arma che potrebbe non aver lasciato bossoli...

In chiave ipotetica, noi ci troviamo davanti ad un insieme di evidenze che singolarmente non ci consentono di poter affermare al 100% un fatto come assolutamente dimostrato e acquisito.

Mi spiego meglio: i bossoli repertati sono stati tutti sparati dalla stessa arma, ma non possiamo affermare con certezza che le palle rinvenute fossero appartenute a quei bossoli (potrebbero, per ipotesi, essere state sparate da un'altra arma che non lasciava bossoli sul terreno), così come non possiamo confermare che tutte le palle sono state sparate dalla stessa arma, ma nemmeno possiamo dire che certamente sono state sparate da armi diverse...

Questo è l'enorme problema della indeterminazione di elementi di prova fra loro non collegabili e non riconducibili in modo biunivoco!

Possiamo fare solo delle affermazioni che hhanno un senso ed un valore quando i singoli elementi di prova collegano fra loro reperti diversi: il medesimo gruppo di microsrtrie presenti su palle diverse ci dice che le palle hanno attraversato la stessa canna, ma se le palle sono deformate (e lo sono quasi sempre) questo tipo di accertamento difficilmente può essere utile. In assenza di arma ci si deve attenere ai bossoli, alle palle e anche ai segni meno importanti reperibili sui fondelli dei bossoli, come le impronte di spallamento e le incisioni sul fondello procvocate nell'inserire le munizioni nel caricatore, ma nessuno può dirci che il caricatore fosse quello della pistola del MdF, perchè non abbiamo l'unico elemento che unisce tutti questi reperti: l'arma!
Solo l'arma consentirebbe di mettere in relazione le impronte sulle palle (canna) con quelle dei bossoli (estrattore, percussore, espulsore) e con quelle di spallamento (bordo inferiore del carrello otturatore) e delle incisioni lasciate dalle labbra del caricatore...

In assenza di arma, ogni serie di indizi vive di vita propria e non ci consente di poter trarre conclusioni in termini assoluti, ma solo di probabilità.

Ciao

anto4pr.antonio ha detto...

Ciao Henry
che cosa ne pensi della convinzione diffusa che il mostro fosse destrimane ? E di questo frammento tratto dall'intervento del PG Daniele Propato al processo d'appello a Vanni "il francese, una volta dice che è stato preso col destro e accoltellato col sinistro ma i periti dicono da destra a sinistra che fa proprio pensare ad un mancino" ?

Henry62 ha detto...


anto4pr.antonio ha detto...

Ciao Henry
che cosa ne pensi della convinzione diffusa che il mostro fosse destrimane ? E di questo frammento tratto dall'intervento del PG Daniele Propato al processo d'appello a Vanni "il francese, una volta dice che è stato preso col destro e accoltellato col sinistro ma i periti dicono da destra a sinistra che fa proprio pensare ad un mancino" ?

14 giugno 2010 09.15


Antonio,
a mio parere è solo l'ennesima incongruenza che si può trarre dalla lettura degli atti.
Non so davvero cosa risponderti, se non darti il consiglio di non appiattirti su ciò che viene dato per acquisito.
In questa faccenda non c'é niente di acquisito...

Ciao

Hotelcalifornia ha detto...

Ciao Henry62, vorrei semplicemente farti i complimenti per il blog e per il modo in cui tratti con competenza una vicenda così drammatica, mantenendo però la dovuta delicatezza che non sempre tutti hanno.
Sono appassionato di storia italiana dal dopoguerra ad oggi, soprattutto per quanto riguarda i fenomeni sociali e di costume.
La vicenda del Mostro di Firenze, a mio parere, è estemamente interessante da leggere anche come spaccato di un'Italia anni'70 e '80. Si intersecano vari fattori, per fare solo un esempio mi colpisce sempre il riferimento ai tanti "guardoni" della zona. Un'aspetto che poi mi ha sempre sconvolto è l'appello del commissario Perugini fatto alla televisione, non pensi che oggi nessuno si comporterebbe più così? Cordiali saluti

Henry62 ha detto...


Hotelcalifornia ha detto...

Ciao Henry62, vorrei semplicemente farti i complimenti per il blog e per il modo in cui tratti con competenza una vicenda così drammatica, mantenendo però la dovuta delicatezza che non sempre tutti hanno.

Sono appassionato di storia italiana dal dopoguerra ad oggi, soprattutto per quanto riguarda i fenomeni sociali e di costume.
La vicenda del Mostro di Firenze, a mio parere, è estremamente interessante da leggere anche come spaccato di un'Italia anni'70 e '80.
Si intersecano vari fattori, per fare solo un esempio mi colpisce sempre il riferimento ai tanti "guardoni" della zona.

Un'aspetto che poi mi ha sempre sconvolto è l'appello del commissario Perugini fatto alla televisione, non pensi che oggi nessuno si comporterebbe più così? Cordiali saluti

15 giugno 2010 16.48


Ciao Hotelcalifornia,

ti ringrazio per il tuo apprezzamenteo, sempre gradito soprattutto se, come nel tuo caso, focalizza un punto a cui tengo molto: il rispetto delle vittime è doveroso, ma è altrettanto doveroso il rispetto di chi legge e desidera sapere come andarono le cose.

E' mia opinione che i risultati tecnico-scientifici e le evidenze non debbano essere mai censurati, perchè sono un contributo essenziale per meglio comprendere come potrebbero essersi svolti i fatti.

Sto approfondendo le ricerche su argomenti che ritengo molto interessanti ma che necessitano di un adeguato tempo di sedimentazione per evitare l'innamoramento della propria tesi.
Alcuni punti meritano ulteriori approfondimenti e sarà importante sviluppare non solo ciò che supporta una certa visione dei fatti, ma anche (e soprattutto, dal mio punto di vista di tecnico!) quegli elementi che sembrerebbero smentire alcune ipotesi di ricostruzione che sto elaborando.

Presto ne parlerò, ora sarebbe prematuro.

Venendo al secondo interessantissimo punto del tuo commento, devo dire che hai centrato davvero un punto focale: la vicenda degli omicidi del Mostro di Firenze è una grande storia italiana, che si sviluppa in 40 anni della vita nazionale e fotografa il cambiamento della nostra società, il ruolo dei media e lo sviluppo delle scienze forensi.

Pensa all'ambiente degli immigrati sardi e siciliani a Firenze negli anni '60, alla malavita dell'anonima sequestri, al ruolo della donna in famiglia e nella società dell'epoca...
Pensa al delitto d'onore del marito che uccide la moglie con l'amante, ai guardoni e agli omosessuali, alle orge di paese ma anche il mondo di provincia dei maghi e dei cartomanti, eredi di un paganesimo casareccio e rustico, spesso condito di bevute e sesso sgangherato.
Ma è anche l'italia del boom, delle ricchezze, delle prostitute e delle macchine sportive, dei dandy di provincia che imperversano fra una goliardata e l'altra, che non esitano ad accompagnarsi a prostitute alcolizzate...

Nell'inchiesta del Mostro non è mancato nulla, dal prete con la perversione del rasare il sesso femminile agli omicidi mascherati da suicidi, alle liti fra istituzioni ed enti che avrebbero dovuto collaborare.

Questa storia è un grande, tragico, affresco fiorentino.

L'appello di Perugini è, secondo me, un elemento importante nello sviluppo scientifico delle scienze forensi in Italia, uno di quei momenti che, senza saperlo, segnano un "prima" e un "dopo".
Rispetto Perugini per il contributo che diede alle indagini, sebbene a mio parere si concentrarono sulla persona sbagliata.

Il suo appello oggi non avrebbe senso, perchè si perderebbe nella miriade di tv digitali, satellitari, commerciali e tematiche... anche quello, se vuoi, potrebbe rientrare nei fenomeni di costume da studiare.

Perugini tentò un approccio "americano" alla vicenda del Mostro, altri in seguito utilizzeranno altri metodi di indagine.

Io comunque ho preferito l'approccio di Perugini.

Ciao

baba ha detto...

ciao Henry,
Sto leggendo l'ennesimo libro stavolta l'autore è C.Lavorino il quale fa affermazioni che rendono la vicenda ancora più incasinata.Nel libro,il quale è scritto per smantellare l'accusa a P.Pacciani,lui addirittura afferma di conoscere l'identità del mostro anche se io non ho ancora capito chi (forse uno dei sardi).Comunque lui dichiara che il famoso portasapone rosa pallido con la scritta deis non è quello sequestrato in casa Pacciani che invece era di colore bianco.Ma quello che lui scrive è vero oppure Lavorino esagera con la tua tesi?Henry ti chiedo di chiarirmi le idee di te mi fido,ciao.

Henry62 ha detto...


baba ha detto...

ciao Henry,
Sto leggendo l'ennesimo libro stavolta l'autore è C.Lavorino il quale fa affermazioni che rendono la vicenda ancora più incasinata.
Nel libro,il quale è scritto per smantellare l'accusa a P.Pacciani,lui addirittura afferma di conoscere l'identità del mostro anche se io non ho ancora capito chi (forse uno dei sardi).
Comunque lui dichiara che il famoso portasapone rosa pallido con la scritta deis non è quello sequestrato in casa Pacciani che invece era di colore bianco.Ma quello che lui scrive è vero oppure Lavorino esagera con la tua tesi?
Henry ti chiedo di chiarirmi le idee di te mi fido,ciao.

15 giugno 2010 22.16


Ciao Baba,
In questa vicenda uno dei problemi sta proprio nel grande numero di libri che sono stati scritti nel tempo sulla vicenda.

Ciascun autore sostiene le proprie idee portando elementi a supporto ed io, onestamente, ti dico che non ho mai ricavato elementi di certezza da tutta questa letteratura.

A mio parere la sola strada percorribile è di restare saldamente attaccati alle uniche cose realmente legate agli omicidi: i reperti trovati sulle scene del crimine.

Prossimamente ci sarà una sorpresa sul mio blog... non anticipo altro!

Ciao

baba ha detto...

Probabilmente hai ragione esistono troppi libri allora resto in attesa della tua sorpresa,ma non farci aspettare troppo!

Hotelcalifornia ha detto...

Ti ringrazio per la risposta al mio commento. Ho trovato davvero belli i tuoi accenni alle varie situazioni che facevano da sfondo alle vicende del mostro. Era proprio ciò che intendevo suggerire nel mio commento parlando della società italiana del periodo. Continuerò a leggere con interesse il tuo blog visto che ne apprezzo il tipo di approccio e magari inviare ancora dei commenti. Un saluto

Henry62 ha detto...


Hotelcalifornia ha detto...

Ti ringrazio per la risposta al mio commento.
Ho trovato davvero belli i tuoi accenni alle varie situazioni che facevano da sfondo alle vicende del mostro.

Era proprio ciò che intendevo suggerire nel mio commento parlando della società italiana del periodo.

Continuerò a leggere con interesse il tuo blog visto che ne apprezzo il tipo di approccio e magari inviare ancora dei commenti.
Un saluto

16 giugno 2010 19.07


Ciao,
a presto allora!

Antonio ha detto...

Ciao Henry
forse, da esperto di balistica, ne sai qualcosa, per cui provo a chiederti: all'epoca dei delitti del mostro, soprattutto all'inizio, dopo quello del 68, per acquistare i proiettili calibro 22 era necessario esibire un porto d'armi ? se anche ci fosse stata una legge, essendo l'Italia la patria dell'arrangio, era forse possibile lo stesso ?
grazie, ciao

Henry62 ha detto...


Antonio ha detto...
Ciao Henry
forse, da esperto di balistica, ne sai qualcosa, per cui provo a chiederti: all'epoca dei delitti del mostro, soprattutto all'inizio, dopo quello del 68, per acquistare i proiettili calibro 22 era necessario esibire un porto d'armi ? se anche ci fosse stata una legge, essendo l'Italia la patria dell'arrangio, era forse possibile lo stesso ?
grazie, ciao

26 giugno 2010 06.42


Ciao Antonio,
la tua domanda sarebbe più adatta ad un uomo di legge che non ad un tecnico, ma ti posso dire che la legge fondamentale del settore armiero é la legge n.110 del 18 aprile 1975, che istituì il vigente sistema di catalogazione delle armi e di licenze nel campo delle armi.

Tieni presente che l'Italia usciva dagli "anni di piombo" e la legge 110 fu una legge dettata dall'emergenza, che rimase in vigore, creando non poche limitazioni a chi legalmente esercitava lo sport del tiro o operava nel settore.

Comunque sia, i miei ricordi personali sono che fu sempre necessario esibire una licenza per l'acquisto di munizioni a palla per arma comune da sparo.

Qui puoi trovare il testo della legge 110/1975:

LEGGE 110/1975

Per quanto riguarda l'approvvigionamento di munizioni illegale, io ricorderei alcune possibilità, che devi considerare solo come eventuali canali di reperimento delle munizioni calibro 22LR:

- sottrazione di qualche colpo non sparato da sessioni di allenamento in poligoni legalmente autorizzati:

- sottrazione di scatole di munizioni da una armeria durante la famosa alluvione di Firenze, in cui furono distrutti i registri di molte armeria invase dalle acque e dal fango;

- approfittando della tragedia dell'alluvione, qualcuno avrebbe potuto fare il furbo e vendere "in nero" ciò si era magari già fatto risacire dall'assicurazione, ovviamente senza registrare niente;

- sul mercato della malavita credo che armi e munizioni siano sempre reperibili, anche se credo che sia la pista meno probabile (la malavita ha delle regole e se il mostro avesse attinto da quel canale, sarebbe stato individuato e eliminato velocemente).

Spero di averti dato qualche idea in merito.
Ciao

baba ha detto...

Ciao Henry,
abbi pazienza ma ti considero il mio punto di riferimento sulla vicenda MdF.Ho appena letto l'ipotesi di De Gothia (che tu conosci)sul probabile depistaggio del 68.Volevo sapere da te se è possibile/credibile spillare i bossoli del mostro alla perizia Zuntini.Non voglio sapere come la pensi voglio solo sapere se è possibile o no,se è reale o no.Ciao e grazie
Non fraintendere mi piacerebbe sapere cosa ne pensi però mi immagino che non ti sbottoni

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
Ciao Henry,
abbi pazienza ma ti considero il mio punto di riferimento sulla vicenda MdF.
Ho appena letto l'ipotesi di De Gothia (che tu conosci)sul probabile depistaggio del 68.
Volevo sapere da te se è possibile/credibile spillare i bossoli del mostro alla perizia Zuntini.
Non voglio sapere come la pensi voglio solo sapere se è possibile o no,se è reale o no.
Ciao e grazie
Non fraintendere mi piacerebbe sapere cosa ne pensi però mi immagino che non ti sbottoni

28 giugno 2010 22.08


Baba,
l'ipotesi del depistaggio ottenuto con il "ritrovamento" dei bossoli nel faldone del processo d'appello a Mele presso il tribunale di Perugia venne ventilata quasi subito fra gli addetti ai lavori, ma ci furono alcuni elementi che la resero più una ipotesi da romanzo (infatti nel libro "Coniglio il martedì" c'é un intero capitolo dedicato a questo tema), che non un fatto reale.
Il primo aspetto fu che il colonnello Zuntini era vivo e in grado di parlare quando vennero rinvenuti i bossoli e le palle (ci si dimentica sempre delle palle, ma c'erano anche quelle) allegate alla sua perizia e quindi avrebbe immediatamente smentito ogni ipotesi che lo avrebbe visto parte in causa in una novità così eclatante.
Il secondo aspetto era che i bossoli e le palle erano state fotografate come reperti e non potevano essere sostituite così allegramente.
Un terzo aspetto, più da CSI se vogliamo, è che le palle presentavano ancora incrostazioni organiche, che potevano essere ricondotte alle vittime (oggi con l'analisi del DNA sarebbe stata un gioco da ragazzi, all'epoca si dovevano utilizzare tecniche sierologiche, che fornivano un risultato di selezione ma non di univocità).

Personalmente non escludo la possibilità teorica che qualcuno abbia potuto spillare la bustina con i reperti al faldone, ma escludo completamente che ciò possa essere avvenuto per il semplice fatto che i reperti furono analizzati dopo il loro ritrovamento e se fossero stati sostituiti, il perito se ne sarebbe accorto senza alcun dubbio.
E' proprio il silenzio di Zuntini che ci conferma che i reperti trovati allegati alla perizia erano gli originali.

Su questo aspetto non ho alcun dubbio.

Non ci fu alcun depistaggio, anche se l'ipotesi potrebbe apparire molto suggestiva, ma la realtà a volte lo è ancora di più!

Antonio ha detto...

Se posso dire la mia, nessun depistaggio, solo qualcuno che non aveva niente da temere e molto da guadagnare dalla apertura della pista sarda, qualcuno che aveva quella pistola ma che con quel delitto non c'entrava nulla, e che non poteva essere ricondotto in alcun modo al clan dei Sardi.
In effetti seguirono dopo il biglietto perduto dell'82 anni di indagini a vuoto che lasciarono il mostro libero di compiere i suoi ultimi tre duplici omicidi. Probabilmente il mostro non sapeva niente delle regole riguardanti i corpi di reato, bossoli o non bossoli avrebbe ottenuto comunque di allertare gli investigatori su una pista sbagliata, una coppia uccisa con una Beretta calibro 22 o arma similare.

Antonio ha detto...

Ciao Henry
secondo te, quali sono gli elementi nei racconti del Lotti (se ce ne sono) che più fanno ritenere probabile o certa la sua presenza su qualcuna delle scene del crimine? Ha detto qualcosa che ben difficilmente avrebbe potuto sapere se non ci fosse stato? Mi riferisco soprattutto alle dinamiche degli omicidi e alla conoscenza dei luoghi.
Vorrei anche chiederti qualcosa sulle buche varie, ma facciamo poi.
Grazie, ciao

A.L. ha detto...

Nell'omicidio del '74 i bossoli vennero trovati tutti ammucchiati, strano, se si pensa ad un'arma automatica che espelle il bossolo ad ogni colpo.. no se invece a sparare in quel caso fu una rivoltella(una revolver..)..in quel caso, i bossoli rimangono nel tamburo e debbono essere estratti per forza "manualmente" dopo aver sparato... E' possibile che l'arma del mostro non fosse propriamente un beretta serie70?? Che come già detto, utilizzasse proiettili scarellati da una serie70 per lasciare sui proiettili le famigerate "righe" dell'estrattore?? caricandoli poi sul tamburo di una revolver?? Le perizie parleranno poi di un percussore sbeccato (limato?) per la pistola del Mostro, l' impronta-percussore propria che dovrebbe lasciare la presunta Beretta quindi, non c'è..
F.Vinci fu condannato dal tribunale di Lucca per detenzione illecita di arma da fuoco..guardacaso una revolver cal.22 ...!

Henry62 ha detto...


A.L. ha detto...
Nell'omicidio del '74 i bossoli vennero trovati tutti ammucchiati, strano, se si pensa ad un'arma automatica che espelle il bossolo ad ogni colpo.. no se invece a sparare in quel caso fu una rivoltella(una revolver..)..in quel caso, i bossoli rimangono nel tamburo e debbono essere estratti per forza "manualmente" dopo aver sparato...
E' possibile che l'arma del mostro non fosse propriamente un beretta serie70??
Che come già detto, utilizzasse proiettili scarellati da una serie70 per lasciare sui proiettili le famigerate "righe" dell'estrattore??
Caricandoli poi sul tamburo di una revolver??
Le perizie parleranno poi di un percussore sbeccato (limato?) per la pistola del Mostro, l' impronta-percussore propria che dovrebbe lasciare la presunta Beretta quindi, non c'è..
F.Vinci fu condannato dal tribunale di Lucca per detenzione illecita di arma da fuoco..guardacaso una revolver cal.22 ...!

04 agosto 2010 20.46


Ciao A.L.,
temo che ci sia un po' di confusione nel tuo post e, data la serietà dell'argomento, credo sia opportuno chiarire il discorso.

Il riconoscimento della classe di appartenenza dell'arma che ha esploso dei colpi non è fatto basandosi sulla forma dell'impronta del percussore, che potrebbe essere anche stata manomessa facilmente, ma sulla geometria con cui si collocano fra loro le impronte di percussore, estrattore ed espulsore sul fondello del bossolo esploso.

E' evidente che estrattore e espulsore siano parti di arma non presenti in un revolver, quindi le impronte presenti sui bossoli reperrtati sono da imputare ad un uso (leggasi sparo) in un'arma semiautomatica.

Non parlo di pistola ma di arma.

Lo scarrellamento manuale delle cartucce camerate ma non sparate non ha la forza necessaria per lasciare sui bossoli le impronte nette che invece si vedono.

Aggiungo anche che il tipo di impronte del percussore fa propendere per un percussore che compie un movimento rettilineo nel percuotere il bossolo e non un arco di circonferenza: ciò farebbe escludere la percussione di un revolver avente il percussore fisso sul cane (come la maggior parte dei revolver calibro 22LR).

A prescindere da questo aspetto, la cosa più probabile, praticamente certa, è che i bossoli siano stati sparati da un'arma semiautomatica (parlo sempre di generica arma, non di pistola e tanto meno di Beretta serie 70) avente identità di classe con i modelli della Serie 70 della Beretta (posizione reciproca delle imrponte sui bossoli di risulta, ma anche numero di principi, passo e verso della rigatura misurata sulle palle estratte dai cadaveri).

Se proprio si volesse pensare ad un depistaggio voluto dall'assassino, si dovrebbe, a mio parere, pensare che i bossoli recuperati non appartengano affatto alle cartucce effettivamente sparate sulle scene del crimine.

L'assassino avrebbe usato un revolver (o un'automatica chiusa in un sacchetto), si sarebbe portato via i suoi bossoli sparati e avrebbe lasciato sul terreno dei bossoli recuperati chissà dove e chissà quando, magari in un poligono di un'altra regione...

E' un'ipotesi limite, ma che, in assenza di arma dell'assassino, è pienamente sostenibile, anche se a mio parre improbabile.

Il problema è l'assenza dell'arma del Mostro: finchè non si troverà l'arma, non si potranno avere certezze assolute.

La mia posizione in merito è nota ed è di estrema cautela.

Si è sempre parlato di Beretta Serie 70, ma siamo davvero certi che non possa esistere un altro modello di una qualsiasi marca che non sia compatibile con la classe delle pistole Beretta della Serie 70?

Ti ricordo poi che i bossoli del delitto del 1974 vennero ritrovati il giorno dopo il rinvenimento e trasporto dei cadaveri, perchè solo in fase di esame autoptico ci si accorse delle ferite d'arma da fuoco...

Non possiamo sapere con certezza s quei bossoli furono raggruppati da qualcuno o dal mostro.

Ciao

baba ha detto...

salve henry,
sempre aspettando la tua ricostruzione dell'omicidio del 85 volevo sapere cosa ne pensi di Narducci,personaggio misterioso,la tua opinione secca.grazie e un saluto

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
salve henry,
sempre aspettando la tua ricostruzione dell'omicidio del 85 volevo sapere cosa ne pensi di Narducci,personaggio misterioso,la tua opinione secca.grazie e un saluto

07 agosto 2010 12.15


Ciao Baba,
la mia opinione è che non ci sia alcuna prova che collega in modo particolare la storia umana del medico alle drammatiche vicende degli omicidi del Mostro di Firenze, se non segnalazioni anonime che coinvolsero, come lui, altre decine, se non centinaia, di persone, quindi non sono minimamente interessato ad approfondire quelle che potrebbero al limite essere piste investigative ma non terreno di approfondimento tecnico.

Ciao

baba ha detto...

Ciao Henry,
come stai,tutto a posto?Non hai più scritto niente e volevo sapere a che punto è la ricostruzione su scopeti,forse hai dei problemi a renderla pubblica,insomma cosa bolle in pentola.

Henry62 ha detto...


baba ha detto...
Ciao Henry,
come stai,tutto a posto?
Non hai più scritto niente e volevo sapere a che punto è la ricostruzione su Scopeti,forse hai dei problemi a renderla pubblica,insomma cosa bolle in pentola.

25 settembre 2010 10:06


Ciao,
il lavoro prosegue e, effettivamente, ci potrebbero essere delle piccole novità.
Ti chiedo ancora un po' di pazienza.

Ciao

Roberto ha detto...

Beh, certo che se nessuno ha trovato il mostro di Firenze ne vi è stata certa condanna significa chiaramente che non è nella volontà di Dio. E allora c'è veramente da chiedersi...Ahoooo! Ma chi sono questi che sono stati ammazzati dal mostro? Brrr! Forse stavano in un brutto giro politico contro Dio stesso ed un non così terribile diavolo li ha puniti? Mi scuso ma mi piace pensare logicamente a causa ed effetto.

Henry62 ha detto...


Roberto ha detto...
Beh, certo che se nessuno ha trovato il mostro di Firenze ne vi è stata certa condanna significa chiaramente che non è nella volontà di Dio.
E allora c'è veramente da chiedersi...Ahoooo!
Ma chi sono questi che sono stati ammazzati dal mostro? Brrr!
Forse stavano in un brutto giro politico contro Dio stesso ed un non così terribile diavolo li ha puniti?
Mi scuso ma mi piace pensare logicamente a causa ed effetto.

04 febbraio 2011 13:16


Roberto,
non ti nascondo che sono stato in dubbio se pubblicare o meno il tuo commento.

Spero di interpretare il tuo corretto sentimento nel senso di chiedere giustizia per le vittime innocenti di questi terribili omicidi.

Dio ha lasciato alle Sue creature il libero arbitrio, cioé la capacità di scegliere volontariamente fra il bene ed il male; il MdF ha scelto deliberatamente il male.

Credo che la riconoscenza di ognuno debba essere rivolta a chi, magari a volte sbagliando, ha comunque cercato di trovare il carnefice di tante giovani vittime.

The Eye ha detto...

ciao henry complimenti per il lavoro certosino e intelligente che stai facendo.Leggo nell'articolo che riguarda l'omicidio di Jean-Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot, in riferimento all'esame entomologico, che non si sono potute fare considerazioni sul corpo del ragazzo perchè il professore non aveva neanche potuto vedere le foto del corpo e che avresti voluto analizzare la foto della ragazza in merito al tipo di arma usata per infierire su di lei.(mi sembra si intenda possa essere stato usato uno strumento a movimento circolare).Ora,sicuramente lo saprai gia,ma nel blog del mostro ho visto che due foto inirenti il corpo del ragazzo e della ragazza sono stati pubblicati,vedi qui http://mostrodifirenze.forumup.it/viewtopic.php?t=660&mforum=mostrodifirenze
te lo segnalo solo perche non vedo riferimenti nell'articolo e vorrei sapere cosa ne pensi

Henry62 ha detto...


The Eye ha detto...
ciao henry complimenti per il lavoro certosino e intelligente che stai facendo.Leggo nell'articolo che riguarda l'omicidio di Jean-Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot, in riferimento all'esame entomologico, che non si sono potute fare considerazioni sul corpo del ragazzo perchè il professore non aveva neanche potuto vedere le foto del corpo e che avresti voluto analizzare la foto della ragazza in merito al tipo di arma usata per infierire su di lei.(mi sembra si intenda possa essere stato usato uno strumento a movimento circolare).Ora,sicuramente lo saprai gia,ma nel blog del mostro ho visto che due foto inirenti il corpo del ragazzo e della ragazza sono stati pubblicati,vedi qui http://mostrodifirenze.forumup.it/viewtopic.php?t=660&mforum=mostrodifirenze
te lo segnalo solo perche non vedo riferimenti nell'articolo e vorrei sapere cosa ne pensi

08 marzo 2011 22:03


Ciao,
come hai scritto mi sto occupando in dettaglio del duplice omicidio del 1985: in questo ambito le immagini sono importanti per documentare al meglio la scena del crimine, ma non sufficienti, perché bisogna comunque unire tutte le evidenze della scena del crimine in una ricostruzione che sia in tutte le sue componenti rispettosa delle prove.

Ciao e grazie

Alessandro ha detto...

Il fatto dovrebbe essere accaduto intorno alle 2 del mattino.. avrebbe così un riscontro anche la testimonianza del custode del cimitero americano, il quale senti' i cani abbaiare in modo inusuale...

Rhosbel ha detto...

nel quadro sogno di fantascienza vengono presi in considerazione tanti elemnti tranne quello più importante: lo starno segno simile ad una chiave di violino ... io so cos'è !!!

Henry62 ha detto...


Rhosbel ha detto...
nel quadro sogno di fantascienza vengono presi in considerazione tanti elemnti tranne quello più importante: lo starno segno simile ad una chiave di violino ... io so cos'è !!!

30 gennaio 2014 12:50


Sempre nel rispetto delle regole generali di evitare nomi e riferimenti diretti a persone, luoghi o cose, se vorrai parlarne saremo lieti di leggerti.

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