Mostro di Firenze - Processo Pacciani: le perizie balistiche - parte 5 - Conclusioni e riflessioni

di Enrico Manieri - Henry62
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- Le conclusioni -

La delicatezza dell’argomento e l’ampia eco data dai mass-media alla vicenda umana e giuridica di Pietro Pacciani, lo strazio dei familiari delle vittime cui va il nostro pensiero, gli sforzi fatti dall’apparato dello Stato per accertare la verità, ci hanno fatto ritenere giusto fornire ai nostri lettori una informazione chiara e dettagliata delle perizie balistiche effettuate nel procedimento.

Pietro Pacciani è stato condannato al carcere a vita e fra non molto dovrebbe aprirsi il processo di appello.
Diamo merito ai periti del lavoro svolto, anche se, francamente, molti interrogativi restano ancora aperti.
Nuove perizie nel processo di appello potranno forse scoprire altri brandelli di verità.
Da parte nostra, certi di aver dato un seppur piccolo contributo nella ricerca della realtà dei fatti, possiamo garantire che non appena avremo altre informazioni sulla vicenda ne daremo pubblica comunicazione dalle pagine della nostra rivista.


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Con questa quinta ed ultima parte, termina la pubblicazione dell'inchiesta tecnico-giornalistica da me realizzata ormai tanti anni fa, uscita nelle edicole nel giugno 1995.

Ho ben in mente la giornata della sentenza di assoluzione: il 13 febbraio 1996 ero andato a Firenze e ricordo la trepidazione con cui, in compagnia dell'avv. Bevacqua e dell'avv. Fioravanti, si aspettava l'annuncio del rientro in aula della Corte.
Ero dietro a loro nella stanza dalla cui finestra Pacciani si affacciò per salutare e ringraziare la folla di giornalisti e curiosi che si era radunata.

Oggi, a distanza di tanti anni, a chi mi chiede se Pacciani fosse innocente o no, io rispondo sempre che non lo so, ma di una cosa ero e sono certo: la cosiddetta "prova regina", come veniva chiamata allora la famosa cartuccia trovata nell'orto, non fu mai una prova di colpevolezza.
Io sono un tecnico e, per fortuna, non spetta a me giudicare; il mio compito si limita a mettere a disposizione della Giustizia la mia specifica competenza nel settore.

Di quella cartuccia, vista "luccicare" dal dott. Perugini in un grigio giorno di pioggia, coperta di terriccio, si parlò molto, forse troppo; le venne attribuita una importanza dibattimentale che non aveva e non avrebbe mai dovuto avere.
Se non avesse avuto il peso, anche mediatico, che le venne attribuito, probabilmente non mi sarei mai dedicato all'approfondimento di questa tematica.

Accettai l'incarico per dovere etico e per lo stesso motivo ho ritenuto di non parlarne fino a quando non fosse trascorso un lasso di tempo adeguato da quei fatti.

Pacciani scomparve il 22 febbraio 1998: morì da solo in quella casa che lo aveva visto, padre-padrone, abusare delle figlie e angariare la moglie.
Era il mostro o non lo era?
Era pagato per compiere i delitti o fu egli stesso una vittima del suo violento passato?
Francamente non lo so, ma aveva diritto ad un processo equo, come ebbe, così come è doveroso che la Giustizia faccia il suo corso e si continui ad indagare.
E' un imperativo etico che lo Stato ha nei confronti delle Vittime e delle loro famiglie.



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DOSSIER "PROCESSO PACCIANI: LE PERIZIE BALISTICHE"

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